17 Ottobre 2026
15:30 - 17:30
Fondazione Cassa di Risparmio di Asti
Corso Vittorio Alfieri 326, Asti (AT)
Uno spettacolo, una visita teatralizzata unica al patrimonio artistico della Fondazione Cassa di Risparmio di Asti, un’esperienza coinvolgente. Il vivace dialogo tra i due personaggi, una riflessione sull’arte e l’ispirazione, è l’originale pretesto per visitare la preziosa collezione di dipinti custoditi nella sede della Fondazione, con particolare dedica ai capolavori di Guglielmo e della figlia Orsola Maddalena Caccia, la monaca pittrice. Un percorso emozionale nelle eleganti sale, alla scoperta dei due artisti, dell’epoca in cui vissero e della loro umanità. Anno 1619. L’acclamato pittore Guglielmo Caccia, detto “Il Moncalvo”, spesso lontano da casa per soddisfare le richieste dei suoi molti committenti, si trova in un momento di difficoltà: non più giovane, oberato dal lavoro, in pensiero per il futuro della sua famiglia e della sua bottega d’arte, chiede un aiuto celeste, un segno: e proprio mentre entra nel convento dei francescani di Asti, ha un incontro inaspettato…Guglielmo Caccia, detto il Moncalvo, (Montabone 1568 – Moncalvo 1625) ritorna in vita e, prendendo spunto dalle opere presenti, racconta della sua vita e della figlia Orsola, anche lei pittrice. Si potrà ammirare, tra gli altri, il dipinto La Verdine col Bambino e San Giorgio: IIl dipinto proviene dal Palazzo di Montebello della Battaglia, in provincia di Pavia, in precedenza nel palazzo di Moncalvo della famiglia Dal Pozzo. La tela raffigura San Giorgio, che, dopo aver ucciso il drago e liberato la principessa, si inginocchia in atto di devozione verso la Vergine. E’ una delle opere più raffinate del Moncalvo, sia per la fantasia inventiva, che per la ricchezza cromatica. Si avrà modo di osservare la corazza lucente del santo, la resa naturalistica degli animali, e l’elegante figura della principessa sullo sfondo della città fortificata. I caratteri di quest’opera, suggeriscono una datazione del dipinto nella fase tarda dell’artista, quando Caccia, dopo l’esperienza milanese, si aggiorna sul naturalismo caravaggesco. Sarà possibile anche ammirare Le Sibille dipinte dalla figlia Orsola, il ciclo con le figure delle Eroine, nell’Antico testamento, proviene dal palazzo della famiglia Dal Pozzo, di Moncalvo. La serie, rappresenta una delle tematiche importanti di Guglielmo Caccia, che, nella prima metà del Seicento, si ripropone nelle chiese di Novara, Pavia e Milano. Le tele, rimandano alla produzione della figlia Orsola, pittrice richiesta da committenti religiosi, ma anche dalle corti di Mantova e Torino. Il ciclo delle Sibille, databile negli anni Quaranta del Seicento, costituisce una delle novità più interessanti nel repertorio della pittrice, per la ricercatezza cromatica delle stoffe, nei cangiatismi, e, nei giochi di trasparenza, per la delicatezza dei volti. La Caccia, era solita firmare le proprie opere, dipingendo un uccellino o un fiore. I dati stilistici, rivelano che, Orsola, non guardò soltando ai modelli del padre, ma, risentì anche l’influenza del milanese Francesco Cairo, pittore attivo nella corte dei Savoia, dove fu apprezzato da Cristina di Francia.
Le visite saranno alle ore 15,30 e alle 17,30 solo su prenotazione via email scrivendo a [email protected] o telefonando al numero 0141592730
17 Ottobre 2026
15:30 - 17:30
Fondazione Cassa di Risparmio di Asti
Corso Vittorio Alfieri 326, Asti (AT)