Se ne parla da molto. Una nuova spinta scientifica viene dal libro Art cure: The Science of How the Art Transform Our Health di Daisy Fancourt, direttrice del Collaborating Centre for Arts & Health dell’Organizzazione mondiale della sanità, e professoressa di psicobiologia e epidemiologia allo University College di Londra. Fancourt ha curato il Rapporto dell’Oms «Quali sono le evidenze sul ruolo delle arti nel miglioramento della salute e del benessere?» con i risultati di 3.000 studi che, come riporta il documento, «hanno messo in evidenza il ruolo determinante delle arti per quanto riguarda la prevenzione delle malattie, la promozione della salute e il trattamento e la gestione delle patologie che si manifestano nel corso della vita». L’arte e la cultura in termini più generali aiutano la cura, ma sono anche una efficace cassetta degli attrezzi di benessere e prevenzione. Alla base un concetto di salute che non è solo assenza di malattia, ma pienezza di vita.
I risultati del Rapporto sottolineano un potenziale impatto delle arti sia sulla salute mentale che su quella fisica. Due le categorie tematiche: prevenzione e promozione, gestione e trattamento.
Per quanto riguarda il primo ambito, l’indagine riporta che «le arti possono: influenzare i determinanti sociali della salute; sostenere lo sviluppo del bambino; incoraggiare comportamenti che promuovono la salute; aiutare a prevenire le malattie; supportare l’assistenza e la cura». Per gestione e trattamento, invece, «possono: aiutare le persone che soffrono di malattie mentali; sostenere le cure per le persone in condizioni acute; sostenere le persone con disturbi neuroevolutivi e neurologici; contribuire al trattamento di malattie croniche degenerative; concorrere all’assistenza nel fine vita».
Il Rapporto Oms si occupa di cinque ampie categorie:
«- le arti performative (ad esempio teatro,
danza, canto, musica, film);
– le arti visive, il design e l’artigianato (pittura, fotografia, scultura, tessile e altri prodotti di design e dell’artigianato);
– la letteratura (scrittura, lettura, partecipazione a festival letterari);
– la cultura (musei, gallerie, mostre d’arte, concerti, teatro, eventi comunitari, festival
e fiere culturali);
– le arti online, digitali ed elettroniche (animazioni, film-making, computer grafica).
Queste categorie combinano sia un coinvolgimento attivo che uno ricettivo e, soprattutto, trascendono i confini culturali e racchiudono in sé la flessibilità necessaria per consentire lo sviluppo di nuove forme d’arte, come dimostrato dallo sviluppo delle arti online, digitali ed elettroniche».
Alla base, come si diceva un concetto di salute molto ampio, inteso come «uno stato di completo benessere fisico, mentale e sociale, e non la mera assenza di malattia o infermità», tanto da renderla radicata profondamente nella società e nella cultura. Inoltre, l’Oms pone l’accento sull’importanza della prevenzione delle malattie e, di conseguenza, su quanto è determinante per salute.