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Al Lingotto di Torino il territorio si fa musica

Al Lingotto di Torino il territorio si fa musica

4 Novembre 2026

di Samantha De Martin

I grandi nomi della musica incontrano il patrimonio culturale del territorio piemontese nella nuova stagione 2026-2027 di «Lingotto Musica» sostenuta da Banca del Piemonte.

Le eccellenze della musica incontrano il patrimonio culturale del territorio piemontese nel ricco palinsesto della nuova stagione 2026-2027 di «Lingotto Musica», sostenuta anche quest’anno da Banca del Piemonte. Un viaggio in musica che abbraccia 25 appuntamenti, articolati in una proposta che mette in dialogo il grande concertismo internazionale con la dimensione territoriale. Fulcro della programmazione restano «I Concerti del Lingotto» – che quest’anno registrano la presenza di interpreti come John Eliot Gardiner, Antonio Pappano, Daniele Gatti o Daniil Trifonov – affiancati dal ciclo dei «Pianisti del Lingotto» e da «Lingotto Musica OFF», espressione del radicamento di «Lingotto Musica» nel territorio e del dialogo costante con enti e spazi. L’intera programmazione ha un occhio di riguardo verso le giovani generazioni attraverso iniziative dedicate e non trascura la vocazione sociale sostenuta dalla sinergia con autorevoli charity partner.

La nascita di «Lingotto Musica» affonda le sue radici nella storia del riutilizzo a fini musicali dell’omonima struttura industriale torinese. Tutto ebbe inizio da una prima “camera acustica” nell’ex sala presse dello stabilimento per un concerto di Claudio Abbado con i Wiener Philharmoniker organizzato nel 1990 dalla Fiat. Da quell’occasione nacque l’idea di realizzare, all’interno dell’edificio del Lingotto, un auditorium, intitolato poi a Giovanni Agnelli e progettato dall’architetto Renzo Piano con la consulenza dell’ingegnere acustico Helmut Müller. La sala fu inaugurata il 6 maggio 1994 nuovamente da Claudio Abbado, questa volta alla guida dei Berliner Philharmoniker, dando così il via alla fortunata rassegna de «I Concerti del Lingotto».

«Rinnovare ogni anno l’offerta culturale di Lingotto Musica – sostiene la presidente Paola Giubergia – significa confermare un patto di fiducia con Torino e con il suo territorio. La nostra missione non si esaurisce nella ricerca dell’eccellenza artistica, ma si realizza pienamente nella capacità di essere un ecosistema vivo, in dialogo costante con i partner istituzionali, le realtà che ci sostengono e tutti gli stakeholder che condividono con noi l’idea della cultura come bene comune. Questa visione trova corpo nelle collaborazioni di Lingotto Musica OFF e nell’impegno sociale del programma per la Comunità, iniziative volte a valorizzare i luoghi identitari del territorio e a porre la nostra proposta al servizio della solidarietà».

Come sottolinea il direttore Luca Mortarotti «per la prima volta non ci limitiamo a ospitare i grandi capisaldi del repertorio, ma contribuiamo direttamente alla creazione di nuova musica. Lo facciamo attraverso la commissione a Giovanni Sollima di un brano originale concepito come omaggio a Beethoven nel bicentenario della morte, unendo così la memoria del passato alla sensibilità contemporanea».

Anche quest’anno il palinsesto vede il ritorno di affermati artisti internazionali come John Eliot Gardiner con il suo nuovo progetto «Constellation Orchestra», Daniele Gatti con la «Sächsische Staatskapelle Dresden», Antonio Pappano e la Chamber Orchestra of Europe, Marc Minkowski e i suoi Musiciens du Louvre, e ancora Daniil Trifonov impegnato in un recital solistico e i debutti come quello del controtenore Philippe Jaroussky, dei solisti Alexandre Kantorow (pianoforte), Vilde Frang (violino) e Kian Soltani (violoncello). Tra i direttori Tarmo Peltokoski, alla guida della Deutsche Kammerphilharmonie Bremen e Krzysztof Urbański insieme alla Warsaw Symphony Orchestra.

La prima parte del programma è dedicata proprio a Wagner: i brani strumentali tratti da Parsifal, ultimo capolavoro del compositore, trovano tanto nell’orchestra quanto nel direttore interpreti di elezione, entrambi legati all’universo wagneriano da un rapporto profondo e di riconosciuta autorevolezza.

Alexandre Kantorow, classe 1997, al suo debutto per «Lingotto Musica», giovedì 12 novembre, sarà chiamato a cimentarsi con il monumentale Primo Concerto per pianoforte e orchestra di Brahms. Ad accompagnarlo Antonio Pappano e la Chamber Orchestra of Europe. Il programma proseguirà, giovedì 10 dicembre, con Jean–Christophe Spinosi e il suo Ensemble Matheus che portano al Lingotto l’atmosfera luminosa della notte di Natale evocata, in apertura di serata, dal Concerto grosso op. 6 n. 8 di Corelli, amata pagina del barocco italiano. A seguire, il Nisi Dominus di Vivaldi è affidato a Philippe Jaroussky. La stessa dedizione al repertorio barocco è caratteristica dell’Ensemble Matheus, fondato da Spinosi nel 1991. Mercoledì 13 gennaio Daniil Trifonov sarà protagonista di un recital solistico che attraversa tre secoli di storia della musica e due continenti. La serata si aprirà all’insegna del Barocco con una Suite di Händel, per proseguire con la novecentesca Sonata di Stravinskij, prima di toccare le vette romantiche della WandererFantasie di Schubert. Dall’Europa il viaggio in musica prosegue verso il Sud America, con una seconda parte dedicata all’esplorazione dell’anima latino–americana, tra danze e miniature di compositori dominicani, brasiliani e argentini che si intrecciano con un Tango firmato dallo stesso Trifonov.

La serata di mercoledì 27 gennaio troverà invece il suo baricentro nel dialogo tra passato e presente, tra vecchie e nuove generazioni. La prima esecuzione assoluta è una commissione di «Lingotto Musica» e della Die Deutsche Kammerphilharmonie Bremen affidata al violoncellista Giovanni Sollima. Il brano, commissionato in occasione dei duecento anni dalla morte di Beethoven, è affidato al finlandese ventiseienne Tarmo Peltokoski. Seguirà il raro Concerto per violino e orchestra di Schumann nell’interpretazione della violinista norvegese Vilde Frang. A chiudere, la Quinta Sinfonia «La Riforma» di Mendelssohn, costruita su corali luterani, porta la serata verso un finale solenne.

Giovedì 18 marzo, per la prima volta sul palco dell’Auditorium Agnelli la Warsaw Philharmonic Orchestra, con un programma diretto da Krzysztof Urbański, partirà da un omaggio alla propria terra natìa con lo Scherzo di Grażyna Bacewicz. Seguirà il Concerto per violoncello di Elgar, la cui parte solistica è affidata a Kian Soltani, ospite per la prima volta di «Lingotto Musica». Se John Eliot Gardiner torna al Lingotto con il nuovo progetto, Springhead Constellation, fondato nel 2024, Marc Minkowski si esibirà lunedì 10 maggio con il suo ensemble Les Musiciens du Louvre per concludere la Stagione con la freschezza “primaverile” delle Sinfonie di Mendelssohn.

Accanto ai grandi concerti sinfonici in Auditorium, Lingotto Musica propone, nell’atmosfera più raccolta di Sala 500 di via Nizza, la rassegna «I Pianisti del Lingotto» dedicata al pianoforte solo. Cinque appuntamenti in serata unica, dal 20 novembre al 1° aprile, vedono come protagonisti Lucas Debargue, Yulianna Avdeeva, Angela Hewitt, Eric Lu, e Leif Ove Andsnes.

Oltre alle due rassegne principali negli spazi del Lingotto, l’Associazione si espande sul territorio con «Lingotto Musica OFF», portando la musica in luoghi identitari della città e coinvolgendo un pubblico trasversale. Con nove appuntamenti, la stagione 2026–2027 rinnova le collaborazioni con il Museo Archivio Reale Mutua, il Museo Nazionale dell’Automobile, la Reggia di Venaria e Seven Springs della Scuola Holden.

Con «Lingotto Musica Educational», l’Associazione introduce infine un nuovo programma che riunisce e sviluppa sotto un’unica identità le attività dedicate ai giovani e al mondo della scuola.