di Samantha De Martin
Fino al 16 febbraio, nelle due sedi dei Chiostri Danteschi e dei Musei Byron e del Risorgimento, è in corso «L’ora incerta» progetto espositivo diffuso promosso dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Ravenna
Nella mutevole atmosfera del crepuscolo, il momento in cui la luce si attenua, le architetture si trasformano, le insegne e le luci artificiali ridisegnano il profilo della città e il confine tra giorno e notte si frantuma in immaginazioni, l’ora incerta apre la porta a una dimensione ambigua, fatta di contrasti, riflessi e nuove geometrie. In questa cornice mutevole la New York crepuscolare dell’artista Ugo Nespolo diventa materia artistica, luogo reale e insieme immaginario, capace di suggerire visioni che vanno oltre la descrizione urbana.
Questo insolito volto della Grande mela è al centro de «L’ora incerta» progetto espositivo diffuso promosso dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Ravenna, che porta nelle due sedi dei Chiostri Danteschi e dei Musei Byron e del Risorgimento, le visioni newyorkesi dell’artista conosciuto per il suo linguaggio visivo fortemente ironico, ludico e colorato.
Come spiega lo stesso Nespolo «L’Ora Incerta assume allora il valore di una costrizione etica che chiede all’osservatore di fermarsi per trasformarsi in testimone di un enigma fatto di ombre lunghe e superfici riflesse. È proprio l’ora che si ritrova in Giorgio de Chirico, né giorno né notte, l’ora in cui il sole ancora presente sembra non scandire più il tempo e la luce cade obliqua sulle piazze, luce non mistica ma segno del cedimento della continuità del tempo».
Fino al 6 febbraio il percorso, curato da Sandro Parmiggiani, presenta venti acrilici su pannelli di fibre ad alta densità, ispirati alla metropoli americana.
A questi si aggiungono quaranta opere che tessono un excursus tra lavori di epoche diverse, grandi disegni su carta, ceramiche recenti e libri d’artista, a testimoniare un’indagine stilistica declinata attraverso una pluralità di tecniche. Una sezione riservata al cinema presenta infine un video che raccoglie parti dei film d’avanguardia realizzati da Nespolo a partire dagli anni Sessanta e che fa riscoprire una stagione decisiva della sua attività, quando la Settima arte era terreno di sperimentazione e confronto con i linguaggi più innovativi della cultura visiva. Lungi dall’essere una semplice rappresentazione della città, il progetto restituisce una rilettura personale dei suoi spazi, delle sue luci e della sua energia, filtrata attraverso lo sguardo ironico, colto e sperimentale che contraddistingue la ricerca di Nespolo.
Il percorso espositivo si estende ai Musei Byron e del Risorgimento, cornice di un acrilico su HDF che riproduce, con le forme e i colori tipici della sua cifra espressiva, il ritratto del poeta romantico inglese, lo sguardo intenso e il colletto rialzato, che emerge da uno sfondo rosso e nero.
«Le sessantuno opere presentate, scrive il curatore nel testo in catalogo Moebius, recano date che vanno dal 1988 al 2026 e sono in un qualche modo rappresentative degli ultimi quarant’anni di attività dell’artista. La mostra di Ravenna assume un rilievo particolare perché presenta l’ultimo ciclo, inedito, di dipinti cui si è dedicato l’artista tra il 2024 e il 2026. Accanto a questa serie di diciotto dipinti di grandi dimensioni, Nespolo mette in mostra un altro frutto recente del suo lavoro: sei terrecotte realizzate nel 2025, nel corso di una prolungata immersione in un laboratorio per la produzione di ceramiche ad Albisola, con le piccole forme in rilievo applicate alle sfere e ai cilindri, e la pittura che felicemente vi fa da contrappunto, le ricopre, nell’ebrezza di una sorta di danza». L’esposizione presenta quindi dipinti tondi, datati tra il 1996 e il 2021, sculture in materiali vari, disegni su carta da spolvero e dipinti su legno raffiguranti pagine di un libro aperto, che idealmente si collegano al fascino che la carta stampata ha sempre esercitato su Ugo Nespolo
Come sottolinea Mirella Falconi Mazzotti, presidente della Fondazione Cassa di Risparmio di Ravenna, «La scelta di inaugurare con il maestro Ugo Nespolo la programmazione di mostre allestite ai Musei Byron e del Risorgimento ed ai Chiostri Danteschi, nasce da una consapevolezza precisa maturata in seno alla Fondazione Cassa di Risparmio di Ravenna, che ho l’onore di presiedere e che è proprietaria dei due Musei e dei Chiostri. L’opera del maestro, tra i più importanti artisti contemporanei, è tra le più poliedriche ed eclettiche del panorama nazionale ed è la più adatta ad interpretare contestualmente l’anima pop del grande pubblico e l’alto profilo culturale dell’arte. Il suo linguaggio amplia il perimetro della comprensione rivolgendosi al grande pubblico di oggi, così come, riteniamo, la narrazione multimediale e immersiva dei Musei racconta con un linguaggio dinamico ed inclusivo la grande storia e la grande letteratura a tutti»
La capacità di Nespolo attraversare arti diverse come la pittura, la scultura e il cinema, incrocia la vocazione dei Musei Byron e del Risorgimento, «che fin dalla loro nascita, due anni fa, hanno cercato d’interpretare con la stessa passione la forza dei colori intensi, più aspetti e più linguaggi del periodo più importante della storia nazionale, passando dall’arte dei dipinti della Scuola Faentina presenti nello Studiolo di Byron alla letteratura del grande poeta inglese fino alla narrazione multimediale del Byron avventuriero».
DIDA FOTO
George Gordon Byron, 2026, acrilici su HDF, 100 × 70 cm © Studio Nespolo.