di Samantha De Martin
Fino al 26 novembre capolavori in mostra dalla collezione BFF.
Nel secondo dopoguerra, dal 1950 al 1980, gli artisti italiani e i colleghi americani hanno condiviso colori, linguaggi ed esperienze da un capo all’altro dell’Oceano intrattenendo relazioni profonde.
Questo intreccio tra identità diverse ha caratterizzato un periodo che ha gettato le basi della storia dell’arte contemporanea.
Le esperienze storiche e sociali, le ricerche artistiche di quegli anni, le connessioni tra maestri, costituiscono il tessuto della mostra «Echi contemporanei. Riscoprire l’arte italiana dal 1950 al 1980», il progetto a cura di Renato Miracco, ospitato fino al 26 novembre nelle sale di BFF Gallery, a Milano.
A un anno dall’inaugurazione dei propri spazi e dall’apertura al pubblico della prima mostra, il nuovo museo dedicato all’arte moderna e contemporanea, all’interno di Casa BFF, l’headquarter di BFF Banking Group, inaugura la mostra presentata per la prima volta nel 2024 negli Stati Uniti, a New York e Washington DC.
Attraverso un allestimento concepito per accompagnare il pubblico tra le esperienze, storiche e sociali di quegli anni, l’esposizione accoglie nove artisti italiani dell’epoca, che hanno istaurato un dialogo con la realtà americana: Franco Angeli, Enrico Baj, Alberto Burri, Mario Ceroli, Giuseppe Capogrossi, Piero Dorazio, Gianfranco Pardi, Mario Schifano, Emilio Tadini.
«Ogni opera d’arte creata dalla generazione dal secondo dopoguerra in poi, sottolinea il curatore Renato Miracco, è un palcoscenico di fronte al quale noi possiamo intravedere qualcosa oltre il materiale. Con la loro audacia creativa, questi artisti hanno rivoluzionato le aspettative del pubblico, promuovendo, spesso, un dialogo attivo tra opera e spettatore». In questo modo l’opera esce dai confini di una dimensione pittoricamente definita per trasformare l’arte in uno strumento di critica e riflessione.
«L’obiettivo di questa mostra, prosegue Miracco, è delineare un contesto, una sorta di tema condiviso, mettendo in relazione l’esperienza di artisti italiani e americani che tra il 1950 e il 1980 si sono impegnati a sviluppare un innovativo alfabeto compositivo».
La mostra racconta l’arte come occasione di incontro e di conoscenza. A ribadirlo è Alessia Barrera, direttore comunicazione e Relazioni istituzionali, BFF Banking Group.
«Il progetto, sottolinea Barrera, non offre risposte definitive, ma delinea traiettorie, invitando il pubblico a sostare sulle opere, a riconoscerne i riferimenti storici e stilistici e a misurarne l’attualità. L’auspicio è che la visita possa offrire un approfondimento e uno stimolo al dialogo con altre culture, contribuendo a rafforzare la percezione dell’arte come patrimonio collettivo e come risorsa essenziale per la crescita civile e culturale della comunità».
Patrocinata dal Ministero della Cultura, da Regione Lombardia e dal Municipio 8 del Comune di Milano, nonché dalla Camera di commercio americana in Italia (AmCham Italy) e dal Centro Studi Americani, la mostra è accompagnata dal catalogo in italiano e in inglese realizzato da Dario Cimorelli Editore.
Inaugurata a marzo dello scorso anno al civico 15 di viale Lodovico Scarampo, la struttura del museo nasce dalla riflessione su alcuni limiti degli spazi e sulla possibilità di convertire questi ultimi in un’opportunità di sviluppo. Con una superficie di circa 450 metri quadrati, parzialmente interrata per preservare le opere dalla luce diretta, il museo, pur rimanendo trasparente come tutto l’edificio e perfettamente visibile dall’esterno, protegge all’interno i suoi gioielli artistici. La piazza antistante l’edificio accoglie sculture di Giò Pomodoro (come «Grande Radiale Tondo» del 1968) e dello scultore Gianfranco Pardi («Sheet», 2002 e «Danza», 2004).
Oltre a rappresentare un progetto cittadino di ampio respiro, pensato per contribuire alla rigenerazione e allo sviluppo dello storico quartiere di Portello, Casa BFF si inserisce in un percorso di rinnovamento progressivo degli ambienti di lavoro di BFF Banking Group.
Disegnato da Paolo Brescia e Tommaso Principi di OBR – Open Building Research, l’edificio, inaugurato nel novembre 2024, vuole tessere un legame armonioso con il contesto urbano: arretrando dall’allineamento stradale, è pensato per essere lo sfondo su una nuova piazza aperta a tutti, sulla quale si affacciano l’atrio di ingresso, l’auditorium e soprattutto, il nuovo museo BFF Gallery, dedicato alle opere di arte moderna e contemporanea che la Banca ha collezionato a partire dagli Anni Ottanta. La collezione di BFF comprende infatti circa 250 opere di artisti del calibro di Valerio Adami, Franco Angeli, Enrico Baj, Alberto Burri, Lucio Del Pezzo, Lucio Fontana, Gianfranco Pardi, Arnaldo Pomodoro, Giò Pomodoro, Mario Schifano, Emilio Tadini.
Foto: Contemporary Echoes, Allestimento | Courtesy © Martina Simonato