a cura di G. Guerzoni e L. Giovannitti
Il progetto AMIR (Alleanze, Musei, Incontri, Relazioni) rappresenta uno dei più significativi esempi di innovazione culturale orientata all’inclusione sociale a livello nazionale.
Avviato nel 2018 con il sostegno della Fondazione CR Firenze, attraverso il bando dedicato al sociale, e della Regione Toscana, il progetto è stato sviluppato in sinergia dai musei civici di Fiesole e Firenze — entrambi parte della rete tematica “Musei per Tutti” — insieme a Stazione Utopia ETS, ideatore e coordinatore dell’iniziativa.
Alla base di AMIR vi è una visione della cultura come bene relazionale, capace di generare connessioni, dialogo e partecipazione. Il progetto si propone di coinvolgere attivamente cittadini e cittadine con background migratorio nella narrazione del patrimonio culturale, attraverso attività condivise e partecipate e si è strutturato come un processo continuativo di educazione non formale, co-creazione e scambio interculturale.
Riconosciuto dall’Università di Firenze (UNIFI) come buona pratica, AMIR si è affermato come un modello replicabile di inclusione culturale attraverso il patrimonio. Infatti alcune attività formative legate al progetto sono state integrate nei corsi di laurea dell’area delle scienze sociali, contribuendo a rafforzarne il valore educativo e la dimensione accademica.
I protagonisti del progetto AMIR sono 30 mediatori e mediatrici culturali, provenienti da diversi contesti migratori, selezionati e formati per offrire nuove chiavi di lettura delle opere conservate nei musei e nelle aree archeologiche del territorio. Alcuni fanno parte del progetto sin dal suo avvio nel 2018, altri si sono uniti nel tempo. Non si tratta di guide turistiche né di educatori tradizionali, ma di nuovi interpreti del patrimonio, capaci di attivare sguardi trasversali e far emergere connessioni culturali inaspettate. Le visite condotte dai mediatori AMIR rivelano sorprendenti analogie, ad esempio, tra le ritualità etrusche o romane e pratiche ancora oggi diffuse in diversi Paesi africani: persino i racconti legati alle cerimonie funebri mostrano tratti comuni che attraversano secoli e continenti.
Negli ultimi tre anni sono state realizzate 299 attività pubbliche, che hanno coinvolto 4.016 partecipanti in tre anni: il pubblico è quasi raddoppiato tra il 2022 e il 2024. Le attività includono visite partecipate, laboratori, incontri pubblici e percorsi educativi, pensati per un pubblico eterogeneo: studenti, adulti, famiglie, cittadini stranieri, rifugiati e italiani. Ciascuno dei mediatori ha svolto uno specifico percorso formativo organizzato da Stazione Utopia e dai Musei: la loro formazione iniziale include 20 ore suddivise tra storia dell’arte, storia d’Europa e comunicazione interculturale, cui segue un lavoro di co-progettazione delle attività con gli educatori museali. Le visite sono preparate con almeno tre incontri tra operatori e mediatori, oltre che con esperti in ambito socio-antropologico, fino alla stesura di un canovaccio narrativo condiviso.
Nello specifico le fasi del lavoro si articolano solitamente in:
Negli anni, a seconda delle esigenze emerse via via sul territorio, AMIR ha assunto diverse declinazioni:
Inoltre, AMIR dialoga attivamente con esperienze europee attraverso il network Multaka, progetto nato nei musei statali di Berlino (Pergamon Museum ed altri), dove mediatori con passato migratorio propongono percorsi rivolti a rifugiati e cittadini tedeschi, creando spazi di confronto interculturale. Il futuro del progetto passa da un duplice obiettivo: consolidare la rete regionale ed espandere il modello a nuove istituzioni culturali, anche fuori dai confini toscani.
Il contributo economico da parte della Fondazione CR Firenze è stato integrato con fondi della Regione Toscana e con fondi europei. I costi principali legati al progetto sono quelli legati alla formazione e al compenso dei mediatori, oltre che al lavoro educativo organizzato dai musei aderenti.
Il progetto — che una delle sue fondatrici, Silvia Borsotti, direttrice dei Musei Civici di Fiesole, definisce “un esercizio di democrazia” — potrebbe, nel medio periodo, evolvere all’interno di una cornice più ampia di professionalizzazione dei mediatori. L’obiettivo è sviluppare percorsi di inserimento lavorativo nel settore culturale, rafforzando così l’impatto del progetto anche in termini occupazionali e di crescita personale.
Il progetto è un esempio di virtuosa sinergia tra pubblico, privato e terzo settore: non solo arricchisce l’esperienza museale con sguardi plurali, ma crea legami sociali, occasioni di ascolto reciproco e percorsi di cittadinanza attiva. In un contesto in cui i musei sono spesso percepiti come spazi elitari, AMIR li trasforma in luoghi vivi, partecipati, aperti e condivisi.
Fonti:
https://www.amirproject.com
https://multaka.de/en/multaka-partners/
www.stazioneutopia.com
https://www.firenzefiesolemusei.net/
Ringraziamenti:
Chiara Damiani – Stazione Utopia
Silvia Borsotti – Responsabile della Direzione dei Musei di Fiesole
Copyright foto: Maurizio Tibaldi