di Samantha De Martin
Una volta completato anche il restauro di Palazzo San Pantalon, «The Migrant Child» sarà ricollocata nella sua posizione originaria e riconsegnata in modo permanente alla cittadinanza.
Venezia ritrova il suo bambino migrante. Nel frastuono della città, in preda ai fermenti della 61esima Esposizione Internazionale d’Arte della Biennale «The Migrant Child», una delle sole due opere riconosciute da Banksy in Italia, ha sfilato in silenzio, su un’imbarcazione lungo i canali della città per consentire ai cittadini di poterla ammirare, finalmente con i suoi colori autentici, grazie al generoso contributo di Banca Ifis.
Banca il cui impegno a sostegno dell’arte contemporanea italiana si esplica, sempre a Venezia, anche attraverso la sponsorizzazione, dal 2023, del Padiglione Italia alla Biennale.
Una volta completato anche il restauro di Palazzo San Pantalon, l’opera «The Migrant Child» sarà ricollocata nella sua posizione originaria e riconsegnata in modo permanente alla cittadinanza.
Realizzato dal celebre street artist nella notte del 9 maggio 2019 sulla facciata dell’elegante Palazzo durante la 58. Esposizione Internazionale d’Arte della Biennale, il disegno ritrae un bambino con addosso un giubbotto di salvataggio che si alza in piedi, ma con le gambe immerse nell’acqua del canale. Il braccio destro, teso verso l’alto, impugna il fusto di una pianta che, rappresentando una torcia di segnalazione, sprigiona un intenso fumo rosa. Riconosciuta dallo stesso Banksy attraverso il proprio profilo Instagram, l’opera vuole essere una denuncia dell’artista verso due dei più intensi drammi della nostra società: i diritti dei minori e le tragedie legate alle migrazioni irregolari nel Mediterraneo.
Purtroppo, la sua posizione a filo d’acqua lungo uno dei canali più trafficati della città aveva reso l’opera oggetto di un processo di deterioramento dovuto agli effetti dell’umidità e della salsedine. A renderne ancora più precaria la salute ha contribuito lo stato di incuria dello stabile su cui è stata dipinta, Palazzo San Pantalon, che Banca Ifis ha acquistato nel 2024 e su cui ha avviato a un progetto di riqualificazione e restauro che sarà completato nel corso del 2027.
L’opera è stata svelata nell’ambito di «Curated by Heart», l’evento pubblico tenutosi negli spazi della Tesa 113 dell’Arsenale di Venezia alla presenza del presidente di Banca Ifis, Ernesto Fürstenberg Fassio, del presidente del Consiglio regionale del Veneto, Luca Zaia e del premio Nobel per la Pace (2014), Kailash Satyarthi.
Il percorso di salvataggio avviato da Banca Ifis era iniziato nel 2023, dopo aver risposto all’appello congiunto lanciato dal Ministero della Cultura, dal Comune di Venezia e dalla Regione Veneto. L’intervento ha riguardato la messa in sicurezza dell’edificio, la rimozione di «The Migrant Child» e l’avvio degli interventi di restauro, che stanno tuttora interessando anche lo stesso palazzo.
«Con il salvataggio del Bambino Migrante di Banksy, dichiara Ernesto Fürstenberg Fassio, presidente di Banca Ifis, abbiamo voluto rispondere concretamente all’appello delle istituzioni, assumendoci una responsabilità che sentiamo profondamente nostra: preservare e rendere accessibile un patrimonio che è allo stesso tempo artistico e civile. Quest’opera, fragile e potente insieme, parla un linguaggio universale fatto di pace, inclusione e diritti umani e ci invita a non cedere all’indifferenza. Il percorso che oggi si completa dimostra quanto sia decisiva la collaborazione tra pubblico e privato nel trasformare un intervento di tutela in un progetto di futuro, capace di restituire alla comunità non solo un’opera, ma anche il suo significato più profondo. In questo impegno si inserisce Ifis art, attraverso cui promuoviamo l’arte e la cultura come leve di crescita sociale e dialogo con il territorio, rendendole accessibili a un pubblico sempre più ampio e coinvolgendo in particolare le nuove generazioni. L’arte urbana, con la sua forza diretta e immediata, è uno strumento prezioso per leggere la realtà e portare nello spazio pubblico temi urgenti del nostro tempo. Ed è proprio qui, a Venezia – città aperta e simbolo storico di dialogo tra mondi diversi – che questo messaggio trova la sua espressione più autentica».
Lo scorso 7 maggio, in occasione dello svelamento dell’opera, Banca Ifis ha accolto negli spazi della Tesa 113 dell’Arsenale di Venezia una serie di proiezioni video del documentario «Ifis art. Il valore della bellezza» prodotto da Sky Arte. Scritto da Eleonora Angius e diretto da Francesco Antoine, il contributo racconta le numerose iniziative di Ifis art a favore dell’arte e della cultura italiana. Con la voce di Alessandro Sperduti, la narrazione muove proprio dal salvataggio di «The Migrant Child di Banksy», per poi approfondire alcuni dei progetti più significativi degli ultimi anni, dal restauro dei busti di Antonio Canova al sostegno a istituzioni museali come la Pinacoteca di Brera e la Gnamc di Roma, per arrivare al Parco Internazionale di Scultura di Villa Fürstenberg a Mestre, che ha riaperto al pubblico lo scorso 19 aprile.
Il sostegno di Banca Ifis all’arte si estende passa anche attraverso le scuole grazie al progetto educativo di Banca Ifis e Treccani.
In occasione dello svelamento del restauro di «The Migrant Child», la Banca ha presentato al pubblico un nuovo progetto educativo di respiro nazionale, finalizzato a portare l’arte e i diritti umani nelle scuole. L’iniziativa, sviluppata in collaborazione con Treccani, dal titolo «Migrant Child – Diritti all’opera» coinvolgerà le scuole secondarie di primo grado di tutta Italia nell’anno scolastico 2026–2027.
Il programma si articola in tre fasi: un evento inaugurale a Roma nell’ottobre 2026, la distribuzione di kit didattici digitali alle classi aderenti e un contest nazionale che inviterà gli studenti a realizzare un murale collettivo all’interno del proprio istituto. Le opere saranno valutate da un comitato scientifico e premiate durante la cerimonia conclusiva prevista per maggio 2027.
Nell’idea di Banca Ifis e Treccani, la street art diventa uno strumento privilegiato per stimolare consapevolezza e senso critico in un contesto in cui le immagini sono centrali nei processi di informazione e comunicazione, specie tra i più giovani. Per questo, il progetto propone un percorso educativo in cui l’arte diventa mezzo per interrogarsi sul presente e per immaginare una società più giusta e inclusiva.
Foto: Palazzo San Pantalon, Banksy | Foto: Listri