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Consigli per giorni di festa all’insegna di Arte e Cultura

Consigli per giorni di festa all’insegna di Arte e Cultura

11 Dicembre 2025

di Maddalena Libertini

Che si voglia aumentare la dose di creatività nel proprio quotidiano o migliorare la propria salute fisica e mentale, l’arte è la chiave. Per questo, i giorni di festa sono il momento indicato per visitare mostre o partecipare a eventi culturali e fare una scorta di benessere.

Nella prefazione del suo nuovo libro How to Live an Artful Life. 366 Inspirations from Artists on how to Bring Creativity to Your Everyday, Kathy Hessel, storica dell’arte e autrice della pagina IG @thegreatwomenartists e dell’omonimo podcast, invita a imparare da chi fa arte a riconoscere il potenziale di creatività che c’è intorno a noi e dentro di noi per vivere meglio e per espandere il nostro senso della bellezza. A tal fine Hessel ha raccolto e commentato nel volume frasi di artiste come Marina Abramovic, Louise Bourgeois, Nan Goldin, Ruth Asawa, Tracey Emin, eccetera, una per ogni giorno dell’anno.

Oltre a entrare nella lista dei regali che desideriamo o che vogliamo fare a qualcuno, questo libro che suggerisce di portare più arte nella vita quotidiana trova un riscontro scientifico nella ricerca condotta dal King’s College London. The Physiological Impact of Viewing Original Artworks ha precisato con misure empiriche una teoria di cui si parla da tempo e che anche l’OMS sostiene: recarsi fisicamente in un museo riduce lo stress e aumenta il benessere psicofisico. L’analisi, eseguita nell’estate 2025, ha scoperto che vedere arte dal vivo ha un impatto benefico contemporaneamente su sistema immunitario, endocrino e nervoso autonomo: si abbassano i livelli di cortisolo, responsabile dello stress, e le risposte infiammatorie del corpo; allo stesso tempo, la variazione della temperatura e quella del ritmo cardiaco segnalano l’insorgere di emozioni positive. Mentre gli studi precedenti avevano collegato le visite regolari a effetti salutari a lungo termine, questo è il primo a cogliere quelli immediati che si manifestano in tempo reale durante la visione dell’arte. Secondo i ricercatori, quindi, i dati indicano che le esperienze culturali proteggono mente e corpo.

Sotto la pressione delle ultime scadenze prima delle vacanze natalizie e con il peso di un anno sulle spalle, in un contesto sfidante di velocità e iperperfomatività, arriviamo a dicembre con il miraggio di rilassarci e ricaricare le energie. Ecco i consigli di è cultura! per stare bene.

Una pausa ad arte

Che durante le festività natalizie si resti in città o si parta per raggiungere una casa di campagna o per un viaggio in Italia, è molto probabile trovarsi a poca distanza da una mostra, un museo o un progetto culturale reso possibile dal sostegno di banche e fondazioni di origine bancaria. Ecco la nostra guida in ordine alfabetico.

Prima di immergersi nell’arte, merita una menzione il progetto di divulgazione che Banca d’Italia, in vista dell’apertura del Mudem – Museo della Moneta, sta portando avanti sul tema del denaro come fatto socioculturale oltre che economico. Nella sede di Bari la mostra La forma e la fiducia. Monete dal territorio, monete dal mondo, attraverso esemplari provenienti da epoche e contesti diversi, pone l’accento sul patto di fiducia che la moneta incarna, un insieme di simboli e valori condivisi che sono il fondamento di ogni sistema di scambio e della storia di ogni comunità.

È di inizio dicembre l’annuncio di Banca Ifis della chiusura per la pausa invernale del Parco Internazionale di Scultura a Villa Fürstenberg a Mestre dopo un anno da record: con oltre seimila visitatori, il 2025 si conclude con un risultato triplo rispetto al 2024. Non fa pausa però il dialogo con l’arte del programma Ifis Art che sostiene la grande retrospettiva Ceroli Totale in corso alla Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea di Roma, tributo ai settant’anni di carriera artistica di Mario Ceroli.

Continua il tour della mostra Il filo di Arianna. Trame di vita al femminile che, con le opere della collezione corporate di Banco BPM, rilegge la figura femminile dal barocco alla contemporaneità: dopo Milano e Legnano, è possibile visitarla a Palazzo Scarpa a Verona. Il gruppo bancario sostiene da tempo l’attività espositiva del Castello di Novara che si concentra sul periodo a cavallo tra la seconda metà dell’800 e l’inizio del nuovo secolo: in corso L’Italia dei primi italiani che traccia il ritratto della nazione appena nata attraverso le tele dei principali esponenti della cultura figurativa dell’epoca. Azzedine Alaïa, Cristóbal Balenciaga. Scultori della forma al Museo del Tessuto Prato, invece, inserisce a pieno titolo la moda nelle più alte espressioni creative con due maestri assoluti dell’haute couture. A Bergamo, le iniziative che vedono coinvolta la Fondazione Credito Bergamasco ampliano ulteriormente l’orizzonte culturale: Fragilità Riflesse di Viveka Assembergs traduce il tema della vulnerabilità in specchio emotivo, mentre con Materia in trasformazione. L’opera di Piero Cattaneo nelle immagini di Mario Cresci è lo sguardo fotografico di Cresci a scomporre e ricomporre il lavoro dello scultore bergamasco restituendone la forza plastica.

L’attività culturale di BPER Banca ha il suo fulcro nel museo corporate La Galleria a Modena: qui prosegue Il tempo della scrittura, l’esposizione aperta in concomitanza con il Festivalfilosofia 2025 accogliendone il tema paideia e ampliandolo in una riflessione sul rapporto tra parola, segno e forma visiva. La mostra modenese dialoga idealmente con quella di Fabrizio Dusi. Le parole degli altri, allestita a Brescia nella sede di Palazzo Martinengo Villagana, in cui le opere di Dusi diventano dispositivi critici sui codici della comunicazione e un invito all’ascolto. La fine del 2025 ha visto l’apertura del nuovo Museo Sonnabend a Mantova, sostenuto da BPER: una nuova destinazione di arte contemporanea di respiro internazionale che raccoglie 94 capolavori della celebre Sonnabend Collection. Sempre a Mantova, a Palazzo Te, l’installazione video immersiva All That Changes You. Metamorphosis di Isaac Julien celebra i cinquecento anni della villa rinascimentale e ne rilancia l’identità come spazio di metamorfosi. Infine, a Milano con Artificial Beauty alla Fabbrica del Vapore Andrea Crespi interroga il modo in cui l’intelligenza artificiale ridefinisce i canoni di bellezza, tra seduzione dell’immagine e ambiguità percettive.

A Genova, il sostegno della Fondazione Carige accompagna alcuni degli eventi che fanno parte del programma “Genova nell’Ottocento”, palinsesto dedicato alla città del XIX secolo e alla valorizzazione dell’ampia rete civica museale e delle sue collezioni. A Palazzo Nicolosio Lomellino Plinio Nomellini. Un livornese a Genova inquadra la parabola dell’artista toscano nella ricerca della pittura italiana e nelle vicende dello sviluppo urbano di fine secolo. A Palazzo Ducale, invece, Moby Dick. La Balena imposta un grande racconto corale che unisce mito, antropologia, scienza e arte avvalendosi dei prestiti delle raccolte di numerosi musei cittadini.

A Ravenna, la Fondazione Cassa di Risparmio continua a lavorare sulla valorizzazione della storia, delle tradizioni e delle eccellenze locali. La mostra Gioielli in micromosaico con i prototipi realizzati da otto studenti dell’Accademia di Belle Arti della città è ospitata nelle vetrine del Museo Byron e del Risorgimento. Coniuga tecnica artigianale, creatività contemporanea e design industriale e li insedia in un luogo che racchiude la memoria di personaggi e imprese identificative della città, a partire dal poeta inglese che qui trovò una patria di elezione.

Il primo dicembre al Mudec di Milano il Gruppo BCC Iccrea ha presentato la seconda edizione del progetto di integrazione culturale BCC Arte&Cultura che coinvolge 112 istituti di credito cooperativo in tutta Italia. Nell’attesa della mostra diffusa Futuri Emergenti Italiani con oltre 100 artisti under35, prevista da aprile 2026, sono numerose le iniziative territoriali sostenute dal gruppo a cui si può prendere parte. A Cremona, il Museo Diocesano ospita Il Rinascimento di Boccaccio Boccaccino, prima grande monografica dedicata al pittore cremonese. A Saturnia, il Polo Culturale Pietro Aldi presenta 35 opere di Guido Spadolini, mentre a Gorizia Sul confine della pace propone una meditazione artistica sulla guerra e sui fragili equilibri della contemporaneità. A Milano, la collaborazione con il Teatro Arcimboldi offre una stagione di proposte per pubblici diversi che, nelle festività, spazia tra gospel e stand up comedy.

Il programma espositivo di Intesa Sanpaolo, articolato tra le quattro sedi delle Gallerie d’Italia e la Casa Museo Ivan Bruschi, è molto ampio. Per brevità qui citiamo alcuni nodi esemplari. A Torino è imperdibile Jeff Wall. Photographs, la retrospettiva sul maestro canadese tra lightbox monumentali che reinventano il tableau pittorico e immagini in cui costruzione scenica e osservazione del reale si fondono in un equilibrio sorprendente. A Milano, la mostra Eterno e visione. Roma e Milano capitali del Neoclassicismo ricostruisce i legami che hanno reso l’Italia un centro propulsore del linguaggio neoclassico, riunendo sculture, dipinti e modelli che testimoniano un sistema artistico raffinato e interconnesso. A Napoli, Donne nella Napoli spagnola. Un altro Seicento avanza una lettura inedita del secolo barocco mettendo al centro figure femminili – artiste, mecenati, regnanti – che si sono conquistate un ruolo di primo piano sulla scena della capitale del viceregno spagnolo. Vicenza e Arezzo propongono percorsi che intrecciano fotografia, gusto déco, collezionismo e numismatica, a dimostrazione della capacità di tenere insieme ricerca, valorizzazione dei patrimoni e lavoro critico sulle raccolte storiche. Uscendo dalla rete museale di Intesa Sanpaolo, il gruppo bancario propone a Roma, al Palazzo delle Esposizioni, Restituzioni 2025, che raccoglie gli esiti dell’ultima edizione di uno dei casi più longevi ed esemplari di partenariato pubblico-privato nel campo della tutela: circa 120 manufatti di materiali, tecniche, linguaggi, periodi diversi che, come dice il nome, rientreranno dopo delicati interventi di restauro nelle comunità di provenienza ma che, visti insieme nell’esposizione, compongono un caleidoscopio di bellezza, ingegno e meraviglia. E chiudendo il cerchio tornando a Torino, la collaborazione con CAMERA – Centro Italiano per la Fotografia per Lee Miller. Opere 1930–1955 fa scoprire al grande pubblico la complessità di una artista che ha cavalcato surrealismo, moda e reportage di guerra con una personalità indomita e una sensibilità proteiforme.