A cura di G. Guerzoni
All’interno dell’iniziativa “È Cultura!” sono stati presentati i risultati della ricerca “I consumi delle generazioni Z e Alpha in Italia e all’estero”. Il progetto nasce dall’esigenza di colmare la significativa assenza, nel panorama italiano, di studi organici dedicati all’analisi comparativa dell’offerta culturale e dei consumi di cultura, informazione e intrattenimento dei nati tra il 1997 e il 2009 (Generazione Z) e dei nati dal 2010 (Generazione Alpha), sia a livello nazionale sia in prospettiva internazionale. L’indagine ha perseguito tre obiettivi principali: mappare il sistema di offerta culturale rivolto ai pubblici tra i 3 e i 28 anni; comprendere gusti, preferenze e traiettorie di consumo delle giovani generazioni, osservando anche le trasformazioni più radicali intervenute negli ultimi anni; e confrontare le tendenze italiane con quelle rilevate in altri contesti, integrando tali evidenze con i dati demoscopici più aggiornati.
L’analisi dell’offerta ha incluso un’estesa attività di benchmarking nei settori dell’educazione e della mediazione culturale, evidenziando come musei, teatri, biblioteche e altre istituzioni stiano investendo con decisione nel coinvolgimento dei loro futuri pubblici sin dalla prima infanzia. Tale impegno emerge anche dall’elevato numero di premi e riconoscimenti che ogni anno valorizzano le iniziative più innovative e sperimentali rivolte ai bambini e ai giovani. Il campione considerato nella ricerca comprende sette categorie di istituzioni culturali, per un totale di 64 realtà nazionali e internazionali. Questo insieme articolato consente di restituire una panoramica ricca e variegata delle attività progettate per la Generazione Z e la Generazione Alpha. Nelle istituzioni ed eventi analizzati sono state individuate, con intensità diverse, iniziative specificamente concepite per i pubblici giovanili, inclusi casi emblematici che testimoniano una crescente apertura verso forme partecipative, processi di ascolto e percorsi di inclusione e formazione.
La seconda sezione dell’indagine si è focalizzata sui consumi culturali in Italia, i cui dati delineano l’emergere di tendenze strutturate che caratterizzano in modo distintivo le giovani generazioni. In un contesto contrassegnato da un uso particolarmente intenso di Internet – pratica quotidiana per oltre il 90% dei giovani tra i 15 e i 24 anni – e da una contrazione demografi ca della popolazione giovanile tra il 2019 e il 2022, si rilevano pattern di fruizione culturale nettamente differenziati rispetto alle altre fasce d’età. Infatti nel 2022 la popolazione giovanile italiana ammontava a circa 12 milioni di individui, con una distribuzione di genere pressoché equilibrata (52% uomini, 48% donne), e mostrava livelli di fruizione culturale generalmente superiori alla media nazionale in numerosi ambiti.
Nonostante i segnali di recupero successivi alla pandemia, l’astensionismo culturale restituisce ancora un quadro di marcato divario intergenerazionale. Le fasce più giovani presentano tassi di partecipazione più elevati rispetto alla popolazione complessiva, mentre oltre i 55 anni si registra un calo significativo della fruizione. Per la Generazione Alpha, i livelli più alti di partecipazione derivano prevalentemente da attività scolastiche – visite museali, mostre, spettacoli e concerti – tornate a regime nel 2023 con il superamento delle restrizioni sanitarie. La Generazione Z, al contrario, manifesta una forte propensione verso forme di partecipazione extrascolastiche: secondo l’ultima rilevazione ISTAT, oltre l’88% degli individui tra i 18 e i 24 anni ha partecipato ad almeno un’attività di intrattenimento fuori casa nel 2023, confermando un orientamento verso pratiche culturali autonome e non mediate da contesti formativi.
Tra le caratteristiche più rilevanti emergono comportamenti che privilegiano il digitale e l’interattività, con un’adesione più selettiva alle forme culturali tradizionali. Alcuni dati risultano particolarmente significativi:
Accanto a queste evidenze, si osserva un’espansione delle nuove forme di consumo culturale: i videogiochi, con circa 6 milioni di utenti tra i 6 e i 24 anni, e i podcast, utilizzati dall’82% della Generazione Z soprattutto come strumento di connessione sociale. Sebbene competano con forme più tradizionali, queste pratiche digitali rappresentano per i pubblici giovanili uno spazio privilegiato di socializzazione e condivisione di interessi culturali.
Il quadro europeo appare analogo a quello italiano: la partecipazione culturale giovanile, pur influenzata dagli effetti della pandemia, resta elevata e superiore alla media generale. Le attività culturali promosse dalle scuole e le agevolazioni economiche rivolte agli under 25 svolgono un ruolo determinante, come confermato anche da un’indagine francese che segnala il costo delle attività culturali come principale ostacolo alla fruizione. Accanto al fattore economico, numerosi studi internazionali evidenziano il ruolo del livello di istruzione, già rilevato nel caso italiano: la fruizione culturale è infatti spesso legata ai percorsi scolastici e tende a diminuire con l’avanzare dell’età, parallelamente all’allontanamento dai contesti formativi.
Nel complesso, la ricerca mostra come, in contrasto con una narrazione spesso diffusa, le Generazioni Z e Alpha rappresentino le fasce d’età con i più alti livelli di consumo culturale, sia in Italia sia all’estero. I giovani alternano forme di fruizione tradizionali – musei, teatri, cinema, concerti – a pratiche digitali emergenti, come videogiochi, piattaforme social e servizi di streaming audio-video.
La principale sfida per le istituzioni culturali consiste dunque nel trasformare la forte partecipazione culturale in giovane età in una relazione duratura con questi pubblici. In tal senso, le attività educative e il legame con gli istituti scolastici assumono un ruolo cruciale, costituendo strumenti fondamentali per sostenere nel tempo l’interesse culturale e ampliare le opportunità di fruizione. Poiché la partecipazione tende a diminuire con l’età e nelle fasi di crisi – come dimostrato dal rallentamento dovuto alla pandemia – risultano particolarmente rilevanti le iniziative di promozione e incentivazione rivolte sia agli individui che alle scuole. Tali strumenti contribuiscono a garantire continuità nei consumi culturali e a consolidare il legame tra le nuove generazioni e le istituzioni culturali.