di Samantha De Martin
La prima edizione della fiera fuori dalla Francia, che vede Banca Ifis come Associate Partner, si terrà dal 18 al 21 aprile a Palazzo Galbani.
Uno spazio di incontro e confronto tra generazioni, geografie e sensibilità diverse della scena artistica contemporanea.
Ma soprattutto una piattaforma multigenerazionale in grado incoraggiare proposte artistiche più audaci, privilegiando sperimentazione, dialogo e attenzione alle esigenze degli artisti.
Con questo spirito Paris Internationale Milano, la prima edizione della fiera fuori dalla Francia, arriva a Milano dal 18 al 21 aprile negli spazi di Palazzo Galbani.
La kermesse fondata a Parigi nel 2015 da un gruppo di galleristi, oggi piattaforma indipendente e non profit che promuove un modello di fiera alternativo, più concentrato, curatoriale e attento alle esigenze di artisti e operatori del settore, dà appuntamento al pubblico negli spazi dell’edificio modernista costruito tra il 1956 e il 1959 su progetto dei fratelli Eugenio ed Ermenegildo Soncini, con ingegneria strutturale di Pier Luigi Nervi.
L’edificio, oggi oggetto di un intervento di recupero orientato alla conservazione curato dallo studio milanese Park, accoglierà 34 gallerie partecipanti.
L’evento, che vede come Associate Partner Banca Ifis con il brand Ifis art, nato nel 2024 per volontà del presidente Ernesto Fürstenberg Fassio, si svolgerà durante la Milano Art Week e nei primi giorni di apertura della Milano Design Week.
A chi si chiede perché Milano, Nerina Ciaccia (co-fondatrice di Paris Internationale / Galleria Ciaccia Levi, Parigi–Milano) risponde: «Perché Milano riunisce diverse qualità che risuonano profondamente con Paris Internationale: una forte cultura del collezionismo, una tradizione consolidata nell’arte contemporanea e una prossimità eccezionale tra arte, design, architettura e produzione. È una città in cui le idee circolano trasversalmente tra le discipline e in cui collezionisti privati e istituzionali sono attivamente coinvolti nella creazione contemporanea».
A darsi appuntamento nel capoluogo lombardo saranno infatti realtà internazionali selezionate per la coerenza e l’ambizione dei loro programmi. A dialogare saranno le gallerie già da tempo parte della comunità della fiera, come Ciaccia Levi (Parigi/Milano), Crèvecœur (Parigi), Deborah Schamoni (Monaco), Gregor Staiger (Zurigo/Milano), Stereo (Varsavia) e Veda (Milano), accanto ad altre gallerie che partecipano alla manifestazione per la prima volta, tra cui Emanuela Campoli (Parigi/Milano), Jocelyn Wolff (Parigi), Kaufmann Repetto (Milano/New York), Luisa Delle Piane (Milano) e Sylvia Kouvali (Londra/Pireo).
Fedele al proprio approccio curatoriale, Paris Internationale invita il pubblico a presentazioni ambiziose, concepite come veri e propri progetti espositivi, spesso dedicate a uno o due artisti. Questo formato è concepito per incoraggiare uno sguardo più lento e attento e per consentire alle gallerie di articolare proposte coerenti e sofisticate, in cui le opere entrano in relazione tra loro e con lo spazio, favorendo un dialogo diretto tra artisti, galleristi e pubblico.
I progetti presentati ambiscono a restituire la varietà di pratiche, ricerche e generazioni che attraversano oggi la scena artistica internazionale. Le presentazioni saranno concepite come dialoghi tra due artisti o monografiche, come Leonora Carrington con Galerie 1900–2000 (Parigi), Caroline Bachmann e Walter Pfeiffer con Gregor Staiger (Zurigo/Milano) e Lou Masduraud con Mezzanin (Ginevra).
Emanuela Campoli (Parigi/Milano) presenterà un’opera di grande formato dell’artista americano Nick Mauss, in relazione con Benni Bosetto, rafforzando ulteriormente l’attenzione della fiera per progetti ambiziosi, concepiti come vere e proprie mostre.
Se la parigina Crèvecœur (Parigi) mette in primo piano l’architetto e designer Martine Bedin, tra i fondatori del gruppo Memphis, Deborah Schamoni (Monaco) mostrerà il lavoro di Maria VMier e Nicole Wermers. A presentare Ibuki Inoue e Tomasz Kręcicki saranno rispettivamente Ciaccia Levi (Parigi/Milano) e Stereo (Varsavia), a conferma dell’attenzione della fiera verso le nuove generazione di artisti. Il percorso includerà un dialogo tra Gaetano Pesce e Giovanni De Francesco da Luisa Delle Piane (Milano), oltre alla presentazione di Renato Spagnoli, proposta congiuntamente da Laveronica (Modica) e Gian Marco Casini (Livorno). Si segnalano inoltre Alek O. e Santo Tolone con Martina Simeti (Milano), David Medalla con Mountains (Berlino) e un dialogo tra l’artista storica Anna Zemánková e Samuel Haitz, presentato congiuntamente da Sophie Tappeiner (Vienna) e Triangolo (Cremona).
Accanto alle presentazioni delle gallerie non mancheranno gli Special projects ad attraversare i piani dell’edificio, mentre gli interventi site-responsive dialogheranno con lo spazio. Concepiti come momenti di concentrazione lungo il percorso espositivo, questi progetti allargano il formato tradizionale della fiera rafforzandone la vocazione alla sperimentazione. Tra i particolari Special Projects si inseriscono quelli di Anthea Hamilton presentato da Kaufmann Repetto (Milano/New York), Ambra Castagnetti da Francesca Minini (Milano), Anna Franceschini da Vistamare (Milano/Pescara), oltre a Lee Scratch Perry da suns.works (Zurigo) e Robert Mapplethorpe da Franco Noero (Torino). Keteleer (Anversa) e Lia Rumma (Milano/Napoli) proporranno un progetto congiunto di Luca Monterastelli, mentre Ordet (Milano) dedicherà uno spazio a Cosima von Bonin.
«Paris Internazionale – spiega Mouna Mekouar, curatrice della Fondation Beyeler – è più di una fiera, È un polso, un battito di sogni audaci, un team magico di visionari, traboccante di invenzione e generosità, che hanno osato immaginare in modo diverso»
Paris Internationale Milano raggiungerà il pubblico anche attraverso un articolato public program che include come talk, panel, workshop oltre alle Daily Derives, un percorso di visite guidate condotte da ospiti d’eccezione.
FOTO: Gregor Staiger, Nicolas Party and Sonia Kacem, Zurich/Milan at Paris Internationale 2016 © Aurélien Mole