di Caterina Tozzi
Che siano conchiglie, trecce di tabacco o monete d’argento, il valore simbolico, politico e culturale attribuito alla moneta è universale e nasce sempre dal significato che una comunità le riconosce. La mostra “La forma e la fiducia-Monete dal territorio, monete dal mondo” tesse un filo rosso che attraversa epoche e mondi differenti: il filo della fiducia.
Il progetto nasce dalla collaborazione istituzionale tra la Banca d’Italia con il progetto MUDEM-Museo della Moneta, la Soprintendenza Archeologica, Belle Arti e Paesaggio per la Città Metropolitana di Bari, la Soprintendenza Archeologica, Belle Arti e Paesaggio per le province Bat e Foggia e la Fondazione Archeologica Canosina, unite tutte dal desiderio di riportare alla luce storie di scambi, di simboli, di fiducia appunto.
E la fiducia è anche al centro dei filmati realizzati per il progetto MUDEM che raccontano la nascita della moneta coniata, la sua evoluzione e il ruolo delle banche centrali come custodi degli equilibri monetari e dei sistemi di pagamento moderni.
L’esposizione è un invito ad entrare in un tempo sospeso dove ogni oggetto diventa una storia e ogni storia diventa un ponte tra passato e futuro.
Le sale della sede della Banca d’Italia a Bari rivelano tre diversi nuclei di reperti etnografici e numismatici, tre mondi che si intrecciano come fili di una trama antica.
Il primo è un viaggio attraverso gli oggetti raccolti nella seconda metà del Novecento da Piero Voltolina, allora curatore del Museo Correr di Venezia, durante i suoi lunghi percorsi intorno al globo. Punte di lancia africane, piume venute dall’Oceania, perline e conchiglie che furono in epoche e culture lontane. Tra gli oggetti esposti al pubblico, le conchiglie “cauri”, leggere come il vento ma pesanti di storia: la prima moneta universale, ancora in uso nella prima metà del secolo scorso, capace di connettere continenti ma anche le perline che alcune tribù del Ghana conservano ancora oggi come riserva di valore.
Il secondo mondo è quello che la terra stessa restituisce. La Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per la città Metropolitana di Bari espone monete antiche provenienti dagli scavi e – per la prima volta – da indagini di Polizia Giudiziaria coordinate dal Nucleo Carabinieri per la Tutela del Patrimonio Culturale di Bari, con il supporto tecnico scientifico della Soprintendenza. Vi sono raffigurati volti di imperatori romani che ancora dopo secoli raccontano il potere e le virtù con cui cercavano di raggiungere i confini più remoti dell’Impero. Ogni moneta esprime vite vissute, ogni effigie rappresenta un frammento di storia politica.
Il terzo mondo è quello dei tesori nascosti. La Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le province Bat e Foggia porta in mostra una selezione del patrimonio numismatico della Fondazione Archeologica Canosina, insieme a raccolte private protette da vincoli archeologici e ai “tesoretti” (piccoli gruppi di monete che qualcuno in un tempo lontano nascose sottoterra facendoli così giungere intatti fino a noi).
La mostra è stata prorogata fino al 30 aprile 2026.
La proroga consentirà di accogliere le numerose richieste di visita pervenute da diversi istituti scolastici e integrare la mostra nell’offerta formativa dei percorsi di Formazione Scuola e Lavoro programmati dalla Sede di Bari.
Inoltre, il percorso espositivo – ad oggi visitato da oltre 2.000 persone – sarà incluso nelle attività dedicate alle scuole in occasione della Global Money Week nel mese di marzo e altre iniziative internazionali di educazione finanziaria promosse dalla Banca d’Italia.
Per maggiori informazioni, si invita a visitare la pagina dedicata alla mostra.
Banca d’Italia – sede di Bari
Date e orari di apertura: fino al 30 aprile 2026, dal lunedì al venerdì, con ingresso libero negli orari della filiale (8.15 – 13.30).