di Samantha De Martin
La mostra, attesa a Milano dal 7 febbraio al 27 settembre, vede come main sponsor Banca Ifis.
Da un pantheon tutto al femminile che intreccia mito, memoria e rigenerazione si elevano volti e voci di donne che, nel corso della storia, hanno fatto ricorso all’alchimia per curare corpo e spirito.
Una di loro è Caterina Sforza, figlia di Galeazzo Maria, scienziata, condottiera coraggiosa e autrice di un raro manoscritto con oltre 450 ricette per medicamenti, cosmetici e formule alchemiche.
Accanto a lei, Isabella Cortese, alla quale è attribuito uno dei più celebri libri di segreti del Rinascimento. Ed ecco Mary Anne Atwood, figura chiave della ricezione “spirituale” dell’alchimia nell’Ottocento inglese, e ancora l’alchimista Anne Marie Ziegler, condannata al rogo nel 1575 per le sue teorie considerate tracotanti.
Sono solo alcune delle donne – molte delle quali dimenticate dalla storia ufficiale – alle quali Anselm Kiefer restituisce voce e memoria attraverso la mostra Anselm Kiefer. Le Alchimiste, a Palazzo Reale, a Milano da 7 febbraio al 27 settembre.
All’interno dell’iconica Sala delle Cariatidi l’artista tedesco, conosciuto per la sua capacità di fondere storia, memoria e simbolismo in opere di grande impatto visivo e concettuale, ha installato 38 teleri che sembrano volere recuperare innanzitutto la memoria della Sala stessa. Qui l’incendio provocato dalle bombe degli alleati nel 1943 aveva gravemente danneggiato, quasi cancellandoli, i corpi delle 40 sculture delle donne di Caria (le Cariatidi) che sorreggevano la balconata perimetrale dell’ambiente.
Con questo progetto curato da Gabriella Belli, e che vede come main sponsor Banca Ifis, Kiefer esorta il visitatore a immergersi in un percorso iniziatico, emotivamente coinvolgente, dove la pittura si fa linguaggio alchemico e ogni quadro diventa un volto che emerge, un racconto, una materia che si trasfigura.
«Pur partendo dalle arti alchemiche e praticandole – sottolinea la curatrice nel saggio in catalogo – queste donne ebbero il coraggio di sovvertirne le priorità per aprire con i loro ‘secreti’ più di una porta alla scienza moderna».
Interpretando il pensiero alchemico come un percorso di passione, morte e rigenerazione, Kiefer riesce a restituire voce, corpo e autorità a un sapere femminile a lungo rimosso, sottraendo le alchimiste a secoli di damnatio memoriae.
La mostra vede come main sponsor Banca Ifis che, ancora una volta, rafforza il proprio impegno nella valorizzazione della cultura, «La memoria – dichiara Ernesto Fürstenberg Fassio, presidente di Banca Ifis – è vita, è il fondamento delle identità collettive a cui fanno riferimento le comunità, e noi come Banca nelle comunità operiamo, cercando di metterci quanto più possibile al loro servizio. Il sostegno di Banca Ifis a Le Alchimiste nasce dalla consapevolezza che la memoria, quando è interrogata con rigore e responsabilità, può diventare uno strumento critico per il presente e un fondamento condiviso su cui costruire futuro».
A rendere possibile l’arrivo delle opere di Kiefer a Palazzo Reale è stato il contributo di Ifis art, il progetto di Banca Ifis dedicato alla tutela e alla promozione del patrimonio artistico e culturale. E sempre grazie alla collaborazione con Ifis art, la mostra Le Alchimiste esce idealmente dai confini del capoluogo meneghino per raggiungere Venezia, dove la Banca ha la propria sede.
A partire da domenica 19 aprile 2026, infatti, una delle opere più iconiche di Kiefer troverà collocazione nel Parco Internazionale di Scultura, lo spazio espositivo di 22 ettari accolto all’interno della sede di Banca Ifis a Mestre. Nella cornice espositiva del Parco l’opera Margarethe Von Antiochia, realizzata da Kiefer nel 2019, dialogherà con i capolavori di altri 15 maestri dell’arte contemporanea, in un confronto ideale che coinvolge non soltanto gli artisti, ma anche due dei maggiori poli culturali e artistici d’Italia.
Attraverso il supporto al progetto Anselm Kiefer. Le Alchimiste, Banca Ifis prosegue il suo impegno a sostegno di Milano. Mentre il mese scorso ha preso avvio il progetto di restauro del Paliotto quattrocentesco dei Santi per l’Altare d’Oro della Basilica di Sant’Ambrogio, fino al 17 maggio i 12 busti dello scultore Antonio Canova, recuperati e restaurati da Banca Ifis, proseguiranno il loro dialogo con la Pinacoteca di Brera nell’ambito della rassegna La bellezza e l’ideale. La collezione Canova di Banca Ifis e la Pinacoteca Viaggiante.
FOTO: Anselm Kiefer, Sophie Brahe, 2025, Emulsione, olio, acrilico, gommalacca, foglia d’oro, sedimento di elettrolisi, paglia, argilla e collage di tela su tela, 570 × 280 cm © Anselm Kiefer. Photo: © Nina Slavcheva.