di Samantha De Martin
Dal 18 marzo al 26 settembre «Horse Power (Ram)»(2023), parte della collezione del Parco Internazionale di Scultura di Mestre, porta nella capitale francese l’eccellenza della creatività italiana contemporanea
Un grande ariete capovolto, il capo reclinato verso terra, gli arti immobilizzati, il ventre semi-sciolto e il dorso trafitto dal motore di un’automobile, grandeggia, con il suo aspetto perturbante, all’Istituto Italiano di Cultura di Parigi.
«Horse Power (Ram)», questo il titolo dell’opera, è la scultura dell’artista Nico Vascellari scelta da Banca Ifis per portare nella capitale francese l’eccellenza della creatività italiana contemporanea.
Parte della collezione del Parco Internazionale di Scultura di Villa Fürstenberg a Mestre, di proprietà di Banca Ifis, l’opera ha raggiunto il civico 50 di rue de Varenne dove sarà esposta al pubblico fino al prossimo 26 settembre.
L’iniziativa si inserisce nel più ampio impegno della Banca finalizzato alla valorizzazione dell’arte e alla diffusione del patrimonio culturale custodito nel parco di Villa Fürstenberg, storica sede dell’Istituto.
Realizzata nel 2023, «Horse Power (Ram)» vede come protagonista l’ariete, archetipo simbolico della primavera, della fertilità e dell’energia primordiale. Primo dei segni zodiacali e governato da Marte, questo animale incarna tradizionalmente la rinascita e la capacità di azione, qualità celebrate nel corso dei secoli. Dal mitologico Crisomallo – il nome dell’ariete dal vello d’oro – a Dante, che lo cita nel Paradiso come simbolo della Creazione, fino ai versi di Salvatore Quasimodo, l’ariete è presente tanto nella letteratura quanto nella poesia.
Attraverso la stazza dell’animale, presentato addirittura capovolto, con la base erosa dalla vegetazione, Vascellari propone una versione volutamente antimonumentale e antiretorica della figura archetipica.
L’artista di Vittorio Veneto, classe 1976, riconosciuto a livello internazionale per la sua pratica multidisciplinare che esplora da anni le dinamiche di relazione tra essere umano, natura e sistemi culturali ed economici, ha concepito «Horse Power (Ram)» appartenente al ciclo «Horse Power» a partire da un progetto presentato alla Biennale di Lione nel 2019, successivamente allargato nel complesso scultoreo ed esposto nel 2023 nella mostra “Melma” al Forte Belvedere.
All’interno del Parco Internazionale di Scultura di Villa Fürstenberg a Mestre le opere della serie intrattengono un armonioso dialogo con il paesaggio e con gli altri lavori della collezione di Banca Ifis.
Il progetto appena sbarcato all’Istituto Italiano di Cultura a Parigi nasce da un esperimento performativo realizzato dall’artista a Roma, in un’area post-industriale nei pressi di Cinecittà.
Per tre giorni e due notti, sono state messe in azione nove automobili guidate da stuntman. Al posto del cofano sono state inserite sculture in cera raffiguranti animali, ricavate, a loro volta, da una sagoma tassidermizzata, scelta per restituire una resa iconografica impersonale e quasi industriale.
A conclusione di rocambolesche fughe, tamponamenti, duelli frontali inseguimenti, è emerso una sorta di teatro futurista nel quale uomo, macchina e animale si compenetrano.
Nel frattempo, il calore dei motori ha fatto la sua parte deformando progressivamente le sculture in cera fino a scioglierne il ventre, fondendo l’animale con la macchina. Le sculture in metallo di Horse Power nascono da questa esperienza, cristallizzando l’esito della trasformazione e mantenendone la tensione simbolica.
Il progetto diventa così anche un affondo sulla strumentalizzazione della natura da parte dei sistemi sociali ed economici. La riflessione che Vascellari porta a Parigi, in particolare, si sofferma sull’utilizzo dell’immaginario animale come simbolo di potenza nel linguaggio dell’industria e della comunicazione.
DIDA FOTO
Nico Vascellari, Horse Power (Ram), 2023 © Alfonso Catalano / SGP