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San Prospero, un ponte tra due comunità: arte, fede e solidarietà tra Reggio Emilia e Reggio Calabria

San Prospero, un ponte tra due comunità: arte, fede e solidarietà tra Reggio Emilia e Reggio Calabria

Credem

27 Gennaio 2026

di Caterina Tozzi

 

“San Prospero, un ponte tra due comunità” è il progetto promosso dalla Diocesi di Reggio Emilia – Guastalla in collaborazione con l’Arcidiocesi di Reggio Calabria – Bova, con il sostegno del Gruppo Credem. L’iniziativa riporta alla luce una vicenda straordinaria che unisce, ad oltre un secolo di distanza, le due città di Reggio Emilia e Reggio Calabria.

Al centro c’è il dipinto di Cirillo Manicardi raffigurante San Prospero, patrono e protettore di Reggio Emilia. La tela fu commissionata nel 1910 da monsignor Emilio Maria Cottafavi, prelato della Diocesi di Reggio Emilia inviato da Papa Pio X nelle zone calabresi devastate dal terremoto del 1908. In quegli anni drammatici di ricostruzione, Cottafavi si distinse per una visione sorprendentemente moderna del ministero episcopale, inteso come presenza attiva nella ricomposizione del tessuto sociale, umano e urbano lacerato dalla catastrofe.

In questo contesto il presule intuì il valore dell’arte come strumento di riconnessione e speranza. Affidò così a Cirillo Manicardi, protagonista audace e creativo della scena artistica reggiana tra Otto e Novecento, la realizzazione di un dipinto destinato alla chiesa prefabbricata di San Prospero a Reggio Calabria. Nell’opera, il Santo Patrono è raffigurato inginocchiato tra le rovine della città calabrese: un’immagine potente di intercessione e consolazione, capace di portare un messaggio di speranza.

Esposta inizialmente per poche ore nella chiesa di San Francesco a Reggio Emilia, la tela venne poi trasferita a Reggio Calabria come segno concreto di vicinanza, fratellanza e fede. Le alterne vicende della chiesa che la ospitava portarono però alla sua scomparsa nel 1923. Per quasi un secolo se ne persero le tracce, fino al fortuito ritrovamento nel 2021 grazie all’intervento dei Carabinieri del Nucleo Tutela Patrimonio Culturale di Cosenza. L’opera è stata quindi definitivamente restituita e inserita nel percorso espositivo del Museo Diocesano di Reggio Calabria.

La storia torna oggi di grande attualità. Nel 2025 le due Diocesi, attraverso i rispettivi istituti culturali diretti da Angelo Dallasta e Lucia Lojacono, hanno avviato un ampio progetto di studio e valorizzazione dedicato all’operato di mons. Cottafavi e alla commissione del San Prospero di Manicardi. In questo percorso si inserisce il sostegno del Gruppo Credem che ha scelto di contribuire al progetto, finanziando il restauro della tela, rinnovando così quel legame di solidarietà che aveva unito le due comunità più di cent’anni fa.

Sotto il coordinamento e la curatela di Elisabetta Farioli e Monica Zanfi, e con il contributo della Deputazione di Storia Patria per le Antiche Provincie Modenesi – Sezione di Reggio Emilia, dell’Archivio Storico Diocesano di Reggio Calabria – Bova e di numerosi studiosi, le ricerche sono confluite in una mostra allestita nel Battistero di Reggio Emilia che sarà aperta fino al 25 febbraio (Mart.-Giov. 9- 13; Ven-Dom. 9-13:00/15-18) e in un programma di eventi a Reggio Emilia per offrire al pubblico l’occasione di rivedere la tela restaurata e di approfondirne il valore storico, artistico e simbolico.

Il calendario si è aperto il 21 gennaio scorso con un’anteprima all’Auditorium Credem, dedicata alla presentazione del restauro. Segue il 14 febbraio una promenade artistique, un percorso guidato alla scoperta delle opere di Cirillo Manicardi a Reggio Emilia in collaborazione con l’Associazione Dimore Storiche Italiane, il Comune di Reggio Emilia, i Musei Civici.

Al termine della mostra, il dipinto farà ritorno al Museo Diocesano di Reggio Calabria, dove sarà nuovamente protagonista della vita culturale cittadina a partire dalla primavera 2026. Un ritorno che non chiude una storia, ma la rilancia, confermando come l’arte possa ancora oggi farsi ponte tra comunità, memoria condivisa e futuro.