di Maddalena Libertini
È Mirror n. 18 dell’artista siciliana, presentata dalla galleria Richard Saltoun, ad aggiudicarsi il riconoscimento ad Arte Fiera 2026 e a entrare nella collezione del gruppo bancario. Ne parla a è cultura! Sabrina Bianchi, Responsabile de La Galleria BPER.
Dopo Isola #49 di Stefania Galegati nel 2024 e Lettere (Embroidered Letters) di Sabrina Mezzaqui nel 2025, quest’anno è di Silvia Giambrone l’opera vincitrice del BPER Prize, scelta per rappresentare la prospettiva e le tematiche femminili all’interno del nucleo contemporaneo della raccolta d’arte del Gruppo BPER. La decisione della giuria composta da Sabrina Bianchi, Responsabile Cultural Heritage e Corporate Collection La Galleria BPER, Lara Conte, docente di Storia dell’arte contemporanea all’Università Roma Tre, e Daniela Ferrari, storica dell’arte e curatrice, ha riconosciuto unanimemente il valore della ricerca di Giambrone sulle politiche del corpo nelle dinamiche di potere, discriminazione, violenza e, di contro, di autodeterminazione all’interno delle relazioni, in particolare in ambito domestico. Questioni che BPER Banca affronta non solo in campo artistico ma anche con l’impegno a favore dell’inclusione e per il contrasto alla violenza di genere.
Ce lo ha confermato Sabrina Bianchi: “Silvia Giambrone esplora temi che sono pienamente in linea con i valori del BPER Prize. Inoltre il suo lavoro ci ha convinto perché utilizza codici visivi raffinati ma allo stesso tempo molto diretti. Con il premio acquisiamo l’opera che diventa parte nella nostra collezione ma soprattutto, e questo è un aspetto per noi molto importante, la esporremo nelle nostre sedi e sarà valorizzata nelle mostre de La Galleria BPER”.
In Mirror n. 18 (2022) un vecchio specchio è stato privato del vetro riflettente e la sua cornice in bronzo è stata riempita di cera da cui spuntano lunghe e aguzze spine d’acacia. L’opera appartiene a una serie che Giambrone ha iniziato nel 2018 e che nel 2021, su incarico di Maria Grazia Chiuri, allora direttrice creativa della Maison Dior, è diventata una installazione per la scenografia della sfilata prêt-à-porter F/W nella Galleria degli Specchi della reggia di Versailles, ribaltando gli schemi patriarcali associati all’eredità storica del luogo e sovvertendo il narcisismo con l’attivismo.
Gli specchi di Giambrone sono oggetti familiari che, privati della loro funzione primaria, ne rivelano un senso più profondo e disturbante, manifestano pericoli sottaciuti e paure recondite, smascherano lo spazio domestico e intimo come potenzialmente non sicuro. Alla durezza e all’affilatura delle spine sono contrapposte la delicatezza della cera e la finezza del profilo barocco della cornice. “La forza del lavoro di Silvia Giambrone – spiega Caterina Antonaci, Associate Director Sales della Richard Saltoun – sta nella capacità di tradurre un messaggio così potente e violento come quello dello specchio con le spine, che parla del rischio di essere ferite nella propria casa e anche di come l’immagine riflessa non sia a volte facile da accettare, in una forma poetica e bella. L’arte contemporanea dovrebbe aspirare a trovare sempre l’equilibrio tra concetto e forma espressiva raggiunto qui da Giambrone”.
Per approfondire la pratica artistica di Silvia Giambrone fino al 29 marzo si può visitare la mostra personale Sub Rosa negli Appartamenti Segreti di Palazzo Doria Pamphilj a Roma.
La giuria del BPER Prize ha assegnato anche una menzione speciale a una artista emergente, Silvia Inselvini, per Notturni n. 147, presentata dalla galleria Atipografia. “Uno dei punti cardine della missione che ci siamo prefissati è sostenere e far conoscere gli artisti emergenti. L’opera di Inselvini ci ha convinto per l’utilizzo di una tecnica apparentemente semplice, basata sull’uso della penna a sfera, con la quale riesce a ottenere risultati inaspettati. Inoltre il gesto quotidiano ripetuto con pazienza, esplorando la temporalità del fare, si collega a una qualità tipica del femminile e coerente con il nostro Prize. ci ha detto Sabrina Bianchi. Per i suoi Notturni Inselvini parte da fogli A4 che ricopre con il segno della penna blu stratificando fino a che il colore diventa un unico amalgama. Le aggiunte di interventi con penna nera e turchese servono, rispettivamente, ad approfondire il tono o a illuminare. Dopo questa prima fase di colorazione, in cui il gesto è controllato per rispettare la struttura della carta, Inselvini assembla i fogli in composizioni più grandi, lasciando che sia anche il caso a guidare la combinazione dei chiaroscuri e l’effetto finale.
“Sono sempre stata affascinata dalla penna e dalla scrittura e l’ho trasformata in arte. Mi attrae come partendo da oggetti comuni che tutti usiamo si riesca a ottenere un risultato che, attraverso queste superfici blu, suggerisce una dimensione spirituale”, ci ha spiegato l’artista. L’esercizio manuale reiterato diventa quasi un rituale meditativo che, rinunciando al disegno o alla calligrafia, abita il territorio dell’astrazione. “Sperimentando questa tecnica ho imparato che le mani hanno una loro intelligenza: il braccio sa calibrare la forza, il polso capire il movimento, la mano conosce la pressione da applicare”, conclude Inselvini. Anche Notturni n. 147 entra nella collezione corporate e sarà inserita nei progetti espositivi della Galleria BPER.
La raccolta di BPER Banca parte da un nucleo collezionistico di arte antica e moderna che continua a crescere con l’apertura al contemporaneo attraverso iniziative come i premi acquisizione assegnati alla manifestazione fieristica bolognese. “Crediamo che l’arte aiuti a sviluppare pensiero critico e stimoli la riflessione, e sia uno strumento di approfondimento e condivisione in coerenza con gli obiettivi di responsabilità sociale del gruppo bancario. Nelle nostre attività ed esposizioni stiamo implementando l’unione di linguaggi che vanno dall’antico al contemporaneo: abbiamo visto che ci consente di raggiungere un pubblico più vasto e che risponde molto positivamente”, chiosa Sabrina Bianchi.
Per il terzo anno BPER è stato Main Partner di Arte Fiera dove, restando in tema di aderenza alle questioni di maggiore attualità, ha anche promosso un talk su arte e intelligenza artificiale con Paolo Berti, docente di Digital Art all’Università Ca’ Foscari, e Daniela Cotimbo, fondatrice di Re:humanism e docente alla RUFA, tratteggiando le esperienze dei pionieri dell’arte generativa, le estetiche in divenire, fino al mercato e al collezionismo digitale.
FOTO: Opera vincitrice BPER Prize Silvia Giambrone Mirror n.18 2022 (wax brass acacia thorns 95x57x13 cm) Richard Saltoun.