Oltre ottanta opere realizzate tra gli anni Sessanta dell’Ottocento e il primo Novecento raccontano la nascita dell’Italia unita e le profonde trasformazioni che hanno ridefinito il volto del Paese.
La mostra “L’Italia dei primi italiani. Ritratto di una nazione appena nata” di cui BPM è main sponsor, riunisce dipinti provenienti da importanti collezioni pubbliche e private.
Il percorso espositivo, curato da Elisabetta Chiodini, è articolato in sette sezioni tematiche che accompagnano i visitatori attraverso le sale suggestive del Castello di Novara. Un’occasione per rivivere le trasformazioni di un’epoca attraverso gli occhi dei più grandi maestri dell’Ottocento e del primo Novecento, in un viaggio che svela i volti, i luoghi e le storie di un’Italia che si stava costruendo, passo dopo passo.
Le sezioni della mostra: Un Paese in evoluzione
La prima sezione della mostra, “Un territorio variegato: vita rurale tra pianure, valli e monti”, ci immerge nell’Italia rurale del periodo, dalla Sicilia alle Alpi, mostrando la vita quotidiana e i paesaggi della nuova nazione attraverso gli occhi di pittori come Telemaco Signorini, Giuseppe De Nittis e Angelo Morbelli. I dipinti presentano una società ancora legata alle tradizioni contadine, ma anche un popolo che inizia a sperimentare i primi segni di cambiamento.
La seconda sezione, “Lo sviluppo costiero della penisola e le attività delle regioni marittime”, esplora le coste italiane, con particolare attenzione alle diverse morfologie del nostro territorio, dalle coste frastagliate del Mar Ligure e Tirreno alle spiagge sabbiose dell’Adriatico. Qui, le opere di Giovanni Fattori, Francesco Lojacono e Mosè Bianchi ci raccontano il mondo della pesca, dell’agricoltura e delle attività produttive legate al mare.
La terza sezione, “Il volto delle città”, ci porta nelle tre capitali d’Italia: Torino, Firenze e Roma, ma anche a Milano, la metropoli emergente, simbolo di modernità e di una crescita industriale senza precedenti. Attraverso i dipinti di artisti come Filippo Carcano e Adolfo Tommasi, la sezione racconta le trasformazioni urbanistiche e sociali delle città italiane durante il periodo di unificazione e sviluppo.
La quarta sezione, “I riti della borghesia: il tempo libero in città e in villeggiatura”, offre uno spunto sulla vita mondana e borghese dell’epoca, tra lussureggianti giardini urbani, teatri, salotti eleganti e gite fuori porta. Gli artisti Ettore Tito e Giulio Aristide Sartorio ci mostrano la vita dell’élite e i suoi piaceri, rispecchiando i cambiamenti di gusto e di stile che segnavano una nuova classe dirigente.
La quinta sezione, “L’arte declinata al femminile”, è un omaggio al ruolo delle donne nella società borghese dell’epoca. Qui si raccontano le relazioni delle donne con l’arte, sia come amanti del collezionismo che come artiste a loro volta, in un periodo in cui le donne cominciavano a rivendicare una maggiore visibilità nella cultura e nelle arti. Tra gli autori esposti, Silvestro Lega e Michele Cammarano.
La sesta sezione, “L’amore venale”, affronta un tema meno trattato ma di grande intensità, quello della prostituzione nell’Ottocento, un tema spesso trattato nella letteratura, ma che nella pittura è meno comune. Le opere di Angelo Morbelli e altri artisti ci offrono una riflessione sul lato oscuro della società dell’epoca.
Infine, la settima sezione, “Tempi moderni: la vita nelle metropoli”, esplora le contraddizioni delle città industrializzate, dove la modernità conviveva con la miseria. I dipinti di Emilio Longoni e Giovanni Sottocornola ci mostrano una società in rapido cambiamento, dove la crescita economica andava di pari passo con l’emarginazione e le difficoltà delle classi più povere.
Un racconto di trasformazione e modernità
La mostra non è solo una celebrazione della pittura italiana, ma anche un’opera di riflessione sulla nascita dell’Italia moderna, un Paese che si stava costruendo non solo sul piano politico, ma anche culturale e sociale. Un percorso che invita a riflettere sul nostro passato per comprendere meglio il presente.
Organizzata da METS congiuntamente a Comune di Novara e Fondazione Castello di Novara, con il patrocinio di Regione Piemonte, Commissione Europea e Provincia di Novara, la mostra è realizzata grazie al sostegno di Banco BPM (Main sponsor), Esseco S.r.l. e De Agostini Editore S.p.A. (Sponsor), con il contributo di Artekasa S.r.l., Camporelli S.N.C., Comoli Ferrari & C. S.p.A., IGOR s.r.l., Italgrafica Novara e Mirato S.p.A. Si avvale inoltre della collaborazione di Ad Artem, Ente Turismo Terre dell’Alto Piemonte, Big/Ciaccio Arte, EnjoyMuseum S.r.l. e del supporto di Enrico Gallerie d’Arte e Gallerie Maspes Milano.
Orari di visita:
Dal 1° novembre 2025 al 6 aprile 2026
Orari: martedì – domenica 10.00 – 19.00 (la biglietteria chiude alle 18.00).
Aperture straordinarie: sabato 1 novembre, lunedì 8, venerdì 26 e lunedì 29 dicembre, giovedì 1, lunedì 5, martedì 6 e giovedì 22 gennaio, lunedì 6 aprile.
Aperture anticipate alle ore 9.00: Domenica 29 marzo, sabato 4 aprile e domenica 5 aprile 9.00-19.00 (la biglietteria chiude alle 18.00).
Chiuso: mercoledì 24, giovedì 25 e mercoledì 31 dicembre.