Il Grand Tour fa tappa a Palazzo Vallelonga

Il Grand Tour fa tappa a Palazzo Vallelonga

Banca di Credito Popolare

9 Settembre 2023

Si è recentemente concluso a Torre del Greco il restauro di una delle dimore storiche del Miglio d’oro, attualmente sede della Banca di Credito Popolare. La riapertura ha fornito l’occasione per festeggiare i 135 anni della Banca con la rassegna “Parole e musica in cortile”.

 

Nella raccolta d’arte di Banca di Credito Popolare, conservata a Palazzo Vallelonga a Torre del Greco, c’è un dipinto di Claude Lorrain che raffigura l’eruzione del Vesuvio del dicembre del 1631. Durata due giorni e fermata secondo la leggenda solo dalla processione con la statua di San Gennaro, l’eruzione interrompeva tre secoli di quiescenza del vulcano ed è la prima di cui sia stata tramandata una consistente memoria dopo quella del 79 d.C., narrata da Plinio il Giovane, che causò la distruzione di Ercolano e Pompei.

Il quadro ricorda che questo territorio è stretto tra due presenze naturali maestose e possenti, due forze primordiali quasi mitiche, il vulcano e il mare, che ne hanno determinato le sorti e la bellezza.

Nel Seicento delle due città romane si era persa traccia e fu solo nel secolo successivo che vennero per caso alla luce i primi ritrovamenti di Ercolano, inducendo il re Carlo di Borbone ad avviare gli scavi archeologici nel 1738. Nello stesso anno il re decise di far erigere la reggia di Portici come propria residenza estiva. Nei decenni successivi il tratto costiero del Golfo di Napoli tra Portici e Torre del Greco si popolò così di splendide ville e palazzi monumentali realizzati dai maggiori architetti dell’epoca, Vanvitelli, Fuga, Sanfelice, per i nobili partenopei che volevano seguire l’esempio del sovrano, prendendo il nome di Miglio d’oro. Oggi l’espressione indica un’area più vasta, che si spinge anche all’interno verso San Giorgio a Cremano e che comprende 122 dimore storiche delle ville vesuviane del XVIII e XIX secolo, ma in origine terminava esattamente a palazzo Vallelonga, acquisito nel 1982 da Banca di Credito Popolare.

Al momento dell’acquisto, dopo varie vicissitudini e crolli, l’edificio era ridotto in uno stato di abbandono e l’istituto di credito si è fatto carico del recupero delle strutture e degli apparati decorativi, destinandolo a sede della Direzione Generale e garantendone, attraverso l’utilizzo funzionale, la salvaguardia nel tempo. Ora, a distanza di quarant’anni, la banca ha ritenuto necessario procedere a un nuovo intervento di restauro che ha dato continuità all’iniziale programma conservativo e filologico, rispettoso dei caratteri architettonici dell’immobile settecentesco.

Il progetto ha interessato le facciate di tutto l’edificio ed è stato realizzato, nell’arco di circa dodici mesi, sotto la sorveglianza della Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per il Comune di Napoli. Con l’intervento sono stati riportati alla luce anche i colori originali dei fregi presenti sui balconi e sulle finestre.

Il palazzo era il blocco principale di rappresentanza della residenza della famiglia Castiglione Morelli, marchesi di Vallelonga, proprietari di un vasto feudo nell’agro di Torre del Greco. A loro si deve la trasformazione dei fabbricati rustici della masseria in villa agli inizi del Settecento e, un secolo dopo, nel 1843 l’ampliamento affidato a Camillo Napoleone Sasso con l’inserimento dello scalone monumentale, attribuito da alcuni a Luigi Vanvitelli. L’affresco “Ercole e l’Idra” di Crescenzo Gamba nell’attuale Sala del Consiglio, seppur di datazione incerta, deve invece appartenere alla fase settecentesca.

L’edificio appena restaurato è stato sede dei festeggiamenti per i 135 anni dalla fondazione dell’istituto riaprendo il cortile alla comunità con gli appuntamenti della rassegna “Parole e musica in cortile. Afflato napoletano”. Un invito raccolto da oltre mille persone che hanno partecipato alle quattro serate estive che raccontavano con musica e parole la forza e la passione delle donne del Sud.

Questa iniziativa conferma il progetto di Palazzo Vallelonga come contenitore culturale a beneficio del territorio e della valorizzazione delle tradizioni artistiche locali. Un percorso iniziato già nel 1992 con una serie di importanti mostre in collaborazione con le Soprintendenze archeologica e artistica e il Polo Museale della città di Napoli e della Reggia di Caserta e culminato nei cicli “Le vie del corallo” e “Mirabilia Coralii”, che hanno ricostruito gli intrecci storici e artistici connessi a produzione, commercio e lavorazione del corallo dall’area mediterranea fino ai paesi extraeuropei.

Quello tra Torre del Greco e corallo è infatti un binomio indissolubile, uno dei pilastri del tessuto socioeconomico e dell’identità culturale del territorio, che Banca di Credito Popolare sostiene anche con la collaborazione con la scuola del corallo dell’Istituto Statale d’Arte torrese. Ed è ancora nella quadreria di Palazzo Vallelonga che si può cercare una testimonianza di quest’altro importante legame trovandolo ne “Le corallaie” (1870) di Gioacchino Toma.
Sarà possibile visitare il palazzo a ottobre durante la settimana di “è cultura!” con alcuni eventi e visite guidate. 

 

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