di Maddalena Libertini
“La cultura ti porta dove vorresti essere” è il claim della campagna della quarta edizione del festival è cultura! promosso da ABI e ACRI e organizzato da ABIServizi, in programma dal 16 al 24 ottobre in tutta Italia. Arte, musica, letteratura possono condurci in epoche lontane e schiuderci immaginari, ma anche aiutarci a guardare con occhi diversi ciò che abbiamo vicino. Una visita a un palazzo storico, l’incontro con un’opera d’arte, una conferenza o un concerto possono diventare occasioni di scoperta, conoscenza e condivisione.
A Chiara Mancini, vice direttrice generale dell’ABI, abbiamo chiesto come sta crescendo la manifestazione e come sarà il festival di quest’anno.
“In quattro edizioni, è cultura! ha consolidato la propria identità ed è diventato un appuntamento riconoscibile, non solo per il pubblico ma anche per le istituzioni e gli operatori culturali. È un risultato importante, che conferma la validità di un progetto nato per avvicinare le persone alla cultura attraverso un’esperienza diffusa e partecipativa con oltre 40 città coinvolte, da Nord a Sud.
Quest’anno nella settimana centrale del festival proponiamo oltre 100 iniziative, in presenza e online, e oltre 80 sono novità rispetto allo scorso anno. Tra queste c’è il progetto è cultura! incontra L’Aquila Capitale italiana della Cultura che inaugura un percorso destinato a proseguire nei prossimi anni insieme alle città che saranno designate Capitale della Cultura e mirato a valorizzare le sinergie presenti nel territorio tra banche, fondazioni bancarie, istituzioni culturali, enti e associazioni locali.
Il programma comprende iniziative di ogni tipo: visite guidate, mostre, concerti, incontri, proiezioni ed educazione finanziaria, e si rivolge a pubblici eterogenei con un’attenzione particolare ai giovani e agli studenti. Al centro c’è l’idea che costituisce la sostanza del festival: la cultura come bene comune e come leva di inclusione, innovazione e sviluppo.
Uno degli aspetti che più ci gratifica è la rete che si è strutturata intorno al festival e che continua a crescere: è cultura! è promossa da ABI e ACRI, con la partecipazione delle banche operanti in Italia, delle fondazioni di origine bancaria e della Banca d’Italia. Si svolge sotto l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica, i patrocini del Ministero della Cultura, del Ministero del Turismo, di ANCI, della Commissione Nazionale Italiana per l’UNESCO, dell’Associazione Dimore Storiche Italiane, dell’Accademia di Belle Arti di Roma e del Touring Club Italiano, oltre alla Media Partnership di TGR e Rai Cultura. E l’elenco dei partner coinvolti è ancora più lungo. Tutto questo restituisce bene la dimensione nazionale e trasversale del festival”.
La collaborazione è quindi una delle parole chiave del festival e questo si evince chiaramente anche dal programma degli eventi previsti a Palazzo Altieri, la sede a Roma dell’associazione bancaria. Che cosa proporrete al pubblico che verrà a trovarvi?
“Gli ambienti di Palazzo Altieri custodiscono decorazioni barocche e neoclassiche e opere d’arte di grande importanza storico artistica che siamo sempre lieti di condividere con i cittadini attraverso le visite guidate. Quest’anno le visite guidate e gratuite si svolgeranno nei due sabati del festival, il 17 e il 24 ottobre. Ma per tutta la settimana vogliamo che il palazzo sia un luogo aperto all’incontro tra persone, linguaggi e sensibilità diversi, un luogo di relazione e connessione. Per questo ospiteremo iniziative organizzate dai nostri partner, anche quelli che non appartengono al mondo bancario.
Ci saranno, per esempio, due appuntamenti musicali e quest’anno, per la prima volta, entrerà nelle sale di Palazzo Altieri la scienza grazie al dialogo tra arte, biodiversità e innovazione realizzato con ENEA. Entrerà la mindfulness per la Giornata Mondiale dell’Ascolto che cade il 21 ottobre. Quello della cura è un tema che ci sta molto a cuore e che tornerà in un incontro sul potere terapeutico dell’arte e con una proiezione dedicata all’esperienza del Teatro Patologico.
Accessibilità e inclusione connotano anche i nostri percorsi di visita: ne abbiamo in calendario uno dedicato alle persone con Alzheimer e ai loro caregiver, in collaborazione con l’Associazione Alzheimer Roma. Anche i bambini avranno dei momenti progettati appositamente per loro: una visita guidata e un appuntamento per stimolare il piacere della lettura. Sono iniziative diverse, accomunate dalla volontà di rendere la partecipazione culturale un’esperienza per tutti, tenendo conto delle diverse esigenze delle persone.
L’educazione finanziaria resta un’altra componente importante nel programma: tra i vari incontri ce ne saranno alcuni rivolti soprattutto al pubblico femminile sui temi delle pari opportunità e dell’autonomia economica. E a proposito di donne, mi fa piacere citare la mostra fotografica dell’ANSA allestita alle Scuderie di Palazzo Altieri Le donne della Repubblica. Ottant’anni di conquiste nelle cronache dell’ANSA. Attraverso immagini e materiali di archivio ripercorre le battaglie civili, le trasformazioni sociali e le conquiste professionali e legislative che hanno segnato la storia d’Italia.
Un’altra novità di quest’anno è la scelta di uscire da Palazzo Altieri: il 22 ottobre al Museo di Roma – Palazzo Braschi si svolgerà un incontro in cui verranno condivisi i risultati della seconda edizione della ricerca promossa da ABI, incentrata sui consumi culturali delle generazioni Z e Alfa. Perché avete deciso di continuare ad approfondire questa tematica?
”Per costruire relazioni solide con le istituzioni culturali della città. Discutere i risultati della ricerca a Palazzo Braschi significa inoltre ampliare il confronto con professionisti del settore su un tema che consideriamo strategico: il rapporto tra le nuove generazioni e la cultura.
Abbiamo dato continuità a questo studio con la seconda edizione perché vogliamo capire come cambiano nel tempo le abitudini e le forme di partecipazione alla cultura, quali ostacoli possono limitarne l’accesso e quali sono le proposte che incontrano gli interessi di queste generazioni e i formati che li coinvolgono. Per questo l’incontro del 22 ottobre non si limiterà alla presentazione dei dati ma sono previste due tavole rotonde che adottano una prospettiva nuova, partendo dai linguaggi e dalle piattaforme con cui bambini e giovani costruiscono conoscenze, esperienze e immaginario. Si parlerà di media digitali e reti social, podcast e streaming come nuovi alfabeti culturali ma anche di gaming e ambienti immersivi nei quali i ragazzi trascorrono una parte significativa del loro tempo. Ci interrogheremo su come musei e istituzioni culturali possano abitare questi spazi senza rinunciare alla qualità e alla profondità dei propri contenuti e, allo stesso tempo, interagendo con queste fasce di pubblico con le modalità di fruizione e comunicazione che sono loro più familiari.
Credo che sia una sfida importante e che sia necessario riflettere su come cambia il modo di partecipare alla cultura e quali nuove competenze e nuovi strumenti siano necessari. Come settore bancario vogliamo dare il nostro contributo, favorendo il dialogo e il confronto tra istituzioni culturali, di ricerca e le comunità nei territori”.