di Samantha De Martin
Dal 6 all’8 febbraio al via la più longeva tra le fiere d’arte italiane con la prima direzione artistica di Davide Ferri.
Nel 1979 Lucio Dalla e Francesco De Gregori affidavano alle strofe di un celebre brano gli interrogativi che, dalla notte dei tempi, spingono l’umanità a frugare nel mistero dell’esistenza, invitando a una riflessione sul senso della vita.
Non a caso Cosa sarà è anche il titolo dell’edizione 2026 di Arte Fiera, la più longeva tra le fiere d’arte italiane, appuntamento imprescindibile per il sistema dell’arte in Italia, a partire dalla sua nascita, nel 1974, cinque anni prima della storica canzone.
Dopo il successo della scorsa edizione, che ha visto le più prestigiose gallerie italiane e i maggiori collezionisti incontrarsi a Bologna, Arte Fiera inaugura idealmente un nuovo ciclo con la prima direzione artistica di Davide Ferri, affiancato da Enea Righi.
Il titolo di questo appuntamento 2026, atteso dal 6 all’8 febbraio, preannuncia già il fil rouge di un’edizione incentrata su uno slancio e una proiezione verso il futuro, un richiamo a quella componente di mistero che tiene il pubblico di collezionisti e appassionati visceralmente legati alle opere d’arte del presente.
Come scrive Davide Ferri nel testo che introduce all’edizione 2026, «Il titolo non è solo un omaggio a un grande cantautore bolognese, ma anche il rimando a una nuova partitura sotto la quale vorremmo far scorrere delle domande aperte verso il presente e il futuro: fino a che punto le fiere d’arte, da molti ritenute obsolete, possono migliorare? A chi si rivolge, a chi parla esattamente, una fiera? E cosa significa fare una fiera d’arte oggi, in un periodo così complicato come quello che stiamo vivendo?».
La risposta la scopriremo tra qualche giorno grazie all’ambiziosa manifestazione che vede BPER, già Main Partner dell’edizione 2025, rinnovare anche quest’anno il suo impegno a favore di Arte Fiera, confermandosi una realtà attenta alla promozione dell’arte, della cultura e della creatività, quali strumenti importanti di inclusione sociale. Quello che è certo è che la kermesse sarà una partitura di proposte che affondano in un Novecento storico in dialogo con il contemporaneo e con le ricerche delle nuove generazioni.
Come sarà Arte Fiera
Con 174 gallerie partecipanti, 12 espositori della sezione dedicata all’editoria e 15 di quella rivolta alle istituzioni per un totale di 201 espositori, Arte Fiera sfodera quest’anno interessanti novità: un rinnovato team di curatori, un nuovo progetto per il padiglione del “moderno” e una diversa articolazione delle sezioni.
Attorno alla Main Section, un viaggio dal moderno all’arte post-bellica fino al contemporaneo, che include, nei padiglioni 25 e 26, quasi tutte le principali gallerie d’arte italiane, si sviluppa un carosello di cinque sezioni concepite come un approfondimento, un brano di fiera che riflette la visione di ciascun curatore.
Il nuovo progetto per il padiglione del moderno, intitolato “Ventesimo+”, affidato ad Alberto Salvadori, guarda all’arte italiana e internazionale dall’inizio del XX secolo a oggi, indicando come una collezione d’arte possa funzionare in modo versatile e trasversale soprattutto all’interno di una casa. “Fotografia e dintorni” è invece il nuovo nome della sezione dedicata al medium fotografico, affidata a partire dalla prossima edizione a Marta Papini, un dialogo tra il medium fotografico e altri linguaggi artistici dal collage al disegno.
Con “Multipli” Lorenzo Gigotti attraversa invece un ampio spettro di linguaggi e formati, dalle litografie ai libri d’artista fino ai nuovi media che raccontano come in Italia e all’estero una parte significativa della scena artistica stia adottando pratiche orientate alla riproducibilità e all’accessibilità per coinvolgere pubblici nuovi.
Affidata per la prima volta a Ilaria Gianni, “Pittura XXI” riscopre invece la pittura come linguaggio del presente, condividendo con il pubblico alcune delle ricerche più emblematiche praticate da artisti di generazioni diverse dal 2000 a oggi.
Presentazioni monografiche promosse da gallerie emergenti, con meno di dieci anni di attività e da gallerie strutturate, ma con un programma di ricerca muovono invece la sezione “Prospettiva”, al suo secondo anno di vita, a cura di Michele D’Aurizio.
Un’indagine sul Novecento storico e sulla creatività contemporanea
Un’altra novità riguarda il comitato di selezione di Arte Fiera che si rinnova per rilanciare al meglio le linee di ricerca che guidano la manifestazione: l’indagine sul Novecento storico e sulla creatività contemporanea, dal lavoro dei maestri più affermati degli ultimi decenni fino ai linguaggi delle nuove generazioni.
Il numero dei suoi membri, portato da cinque a sette, vede l’ingresso di quattro nuove presenze.
Una porta sospesa tra cielo e terra
Il primo tuffo nell’esperienza di Arte Fiera sarà con “Preludio”, nuovo nome per designare la realizzazione di un lavoro inedito di un importante artista italiano del nostro tempo.
E “Preludio” dell’edizione di quest’anno sarà il progetto site specific KOLOSSAL dell’artista visivo Marcello Maloberti, una gru sopra un autocarro che innalza un cartello stradale di Bologna, sospeso tra terra e cielo, una sorta di stella cometa a evocare la storia della città. Le zolle in cemento ancorate ai due pali di sostegno sono a vista, alla maniera di radici che ne rimarcano la provenienza. Questa sorta di porta sospesa che si apre all’infinito del cielo si attiverà durante i giorni della manifestazione attraverso la diffusione di poster realizzati per l’occasione e si muoveranno con il pubblico attraverso la fiera e la città.
Editoria e arte a confronto
Ad animare la kermesse dando conto della vivacità della relazione tra arte ed editoria sarà, per il quinto anno, Book Talk, il ciclo di conversazioni dedicato ai libri d’arte realizzato in partnership con BPER e curato da Guendalina Piselli. In questa edizione uno sguardo particolare sarà riservato all’editoria indipendente e al panorama editoriale contemporaneo.
I premi di Arte Fiera
La cerimonia di premiazione, che si svolgerà venerdì 6 febbraio presso l’area Book Talk al Centro Servizi, prevede sette riconoscimenti assegnati da altrettante realtà che sostengono l’arte contemporanea in Italia, coinvolgendo artisti emergenti e non solo.
Tra questi il BPER Prize, che ha debuttato nel 2024, e che rientra in un percorso da tempo perseguito dal Gruppo, dedicato alla valorizzazione delle tematiche femminili e orientato all’inclusione e al contrasto della violenza di genere, unite in questo caso alla promozione della cultura e dell’arte.
Nelle due edizioni finora svolte, BPER ha acquistato l’opera vincitrice, entrata a far parte del nucleo contemporaneo della corporate collection La Galleria BPER. Un’occasione per offrire visibilità all’artista e al suo lavoro anche dopo la conclusione di Arte Fiera.
Altra novità di questa edizione riguarda, infine, l’istituzione di un fondo di 100.000 euro finanziato da BolognaFiere e Cosmoprof, destinato all’acquisizione di opere d’arte presenti in fiera.
Art City Bologna: un palcoscenico diffuso dedicato alla cultura
L’anima vibrante della kermesse si estende anche in città. In occasione di Arte Fiera torna, per la quattordicesima edizione, ART CITY Bologna, diretta da Lorenzo Balbi, uno degli appuntamenti più attesi dedicati all’arte contemporanea.
Promossa dal Comune di Bologna con il sostegno di BolognaFiere, la manifestazione trasformerà strade e quartieri della città in un palcoscenico diffuso dedicato al contemporaneo con oltre 300 appuntamenti, tra mostre, performance, installazioni, talk ed eventi promossi da soggetti pubblici e privati, che sfoderano la vitalità e la ricchezza della scena artistica bolognese.
Cresce l’attesa per ART CITY White Night che, sabato 7 febbraio, estenderà la proposta artistica cittadina anche alle ore serali, grazie alla collaborazione di operatori culturali e commerciali che prolungheranno il loro orario di apertura.
DIDA FOTO
Un’immagine di Arte Fiera | Courtesy Arte Fiera