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Il trittico “Terra dorata d’Italia” della collezione Banco BPM illumina Cernobbio

Il trittico “Terra dorata d’Italia” della collezione Banco BPM illumina Cernobbio

12 Settembre 2026

di Maddalena Libertini

La mostra “Umanità al lavoro. La pittura di Baldassare Longoni”, ideata dalla giornalista e scrittrice Candida Morvillo e organizzata dal comune di Cernobbio in collaborazione con Banco BPM, rende omaggio all’artista nato alla fine dell’Ottocento sul Lago di Como.

Non è un paesaggio di pura contemplazione, ma di operosità degli esseri umani, quello che campeggia nelle tre tele dipinte da Baldassare Longoni (1876-1956) nel 1940, fulcro della mostra che celebra i 150 anni dalla nascita dell’artista nella sua terra di origine, il Lago di Como, alla quale era particolarmente legato. Un paesaggio ridisegnato dal lavoro, dallo sforzo, dalla fatica di uomini e donne e bestie da soma, ma non per questo privo di afflato lirico e di rapporto armonico con la natura.

Fino al 5 ottobre “Aratura”, “Mietitura” e “Contadini che zappano la terra” sono esposte grazie al prestito del Patrimonio Artistico di Banco BPM a Villa Bernasconi a Cernobbio, affascinante esempio di architettura floreale, e allestite nella torretta liberty che è stata aperta al pubblico per l’occasione. Il trittico Terra dorata d’Italia è una delle opere più emblematiche della produzione del pittore nato pochi chilometri a nord, a Dizzasco in Val d’Intelvi. Formatosi in ornamentazione e disegno all’Accademia di Brera a Milano, Longoni appartiene a una generazione più giovane dei protagonisti e teorici del Divisionismo – Segantini, Previati, Morbelli, Grubicy –, e inizialmente ne segue la scia. Negli anni Venti, dopo la loro scomparsa, si sposta verso una vena naturalistica legata alla tradizione lombarda, senza però dimenticare la lezione luministica appresa. La sua attività ottiene fin dall’inizio sostegno di critica e riconoscimenti ufficiali con la partecipazione, a partire dal 1903, a diverse edizioni della Biennale di Venezia e delle Esposizioni Nazionali di Belle Arti a Milano e a Torino. Il carattere schivo e solitario ne ha determinato una notorietà limitata, pur se le sue opere sono conservate in importanti collezioni pubbliche e private.

Il trittico è stato presentato nel 1940 alla seconda edizione del Premio Cremona, dal tema “Battaglia del grano”. Il lavoro agricolo e la vita rurale, insieme alle scene domestiche, sono temi di elezione di Longoni che però non indulge nella retorica celebrativa della conquista della terra che il concorso e lo spirito dell’epoca intendevano esaltare. Come suggerisce anche il titolo della mostra di Cernobbio, Longoni rappresenta, senza caratterizzazione dei personaggi, l’umanità come parte integrante del ciclo naturale della campagna e intenta nelle mansioni scandite dal ritmo del sole e delle stagioni. La pennellata si appoggia sulla tela non tanto per rendere tecnicamente la vibrazione, quanto per avvolgere nella luminosità atmosferica il paesaggio e le figure fino a sfumarle nell’orizzonte che tende alla fuga all’infinito e a stemperarsi nel cielo. I colori sono riscaldati dalle tonalità terrose e dal giallo della luce che si accendono d’oro sulle spighe di grano di “Mietitura”, il più grande e il più felice dei tre dipinti.