La forza del legame tra madre e figlio nelle opere di Banco BPM

La forza del legame tra madre e figlio nelle opere di Banco BPM

30 Maggio 2024

In corso a Milano fino al 21 giugno, la mostra accompagna un gruppo di quadri e sculture a testi di Dante, De Amicis, D’Annunzio per affrontare il tema della maternità.

Come rendere “tutta l’intensità dell’amore materno” in un quadro? Se lo chiedeva alla fine del XIX secolo, trasferendo la sua difficoltà in una lettera al fratello Giuseppe, Gaetano Previati a proposito della monumentale tela Maternità a cui stava lavorando. Il dubbio e la fatica dell’artista di riuscire a infondere nelle forme e nei colori della pittura la potenza di questa relazione sono lo spunto per il titolo della mostra che Banco BPM ha allestito nella sua sede centrale a piazza Meda a Milano, selezionando dalle proprie collezioni 16 opere, la maggioranza delle quali raramente o mai esposte al pubblico. Accanto al percorso figurativo se ne snoda un secondo letterario: dai libri conservati nella biblioteca Luzzatti, creata nel 1923 a favore dei dipendenti dell’istituto, sono stati estratti con cura dei brani che, abbinati opera per opera, ne amplificano la suggestione.

Accoglie il visitatore nel grande salone voltato a cupola proprio la riproduzione fotografica ad alta definizione del particolare della madre che allatta del quadro di Previati – proprietà di Banco BPM e attualmente in comodato alla GAM di Milano –, insieme a una scultura in legno policromo del XII secolo della Madonna con il Bambino. L’iconografia tradizionale delle due figure sacre ritorna in opere successive sia in chiave religiosa sia in chiave laica ma da qui il messaggio universale del rapporto madre-figlio si apre alle molteplici sfaccettature che può assumere, spaziando tra secoli, tecniche, contesti sociali ed esperienze, anche personali, degli artisti.

Impressionismo, Simbolismo, Divisionismo, Realismo sono alcuni degli stili qui rappresentati che contribuiscono a catturare diverse atmosfere e diversi stati d’animo: c’è una madre che con il proprio corpo fa da scudo alla sua creatura dalla furia della I Guerra mondiale e dal nemico, simbolizzati da una spada insanguinata e dall’aquila imperiale nel quadro di Giuseppe Mentessi  (Incubo, 1915); quella che nel pastello degli anni venti di Roberto Borsa accompagna la bimba a scuola e con un gesto di ordinaria cura le aggiusta il foulard rosso; un’altra, di Pellegrino Lamberti, probabilmente la moglie del pittore, ritratta nel 1942 nella loro casa di Lucca, che controlla con assorta trepidazione il sonno del neonato della culla. Due dei sei figli dell’artista erano morti in tenera età e questo tratto biografico aggiunge pathos all’atteggiamento della donna. E ancora un ambiente povero, la ciotola vuota e una mamma dall’espressione compostamente preoccupata. Scene di intimità domestica o in plein air, come quella della famiglia del pittore Armando Spadini che egli dipinge a Villa Borghese agli inizi degli anni dieci del Novecento. Nel piccolo bronzetto di Giorgio Galletti (Dondolo, 1975), la tenerezza si esprime nel semplice gioco di dondolare insieme. In Ritorna il sereno (1929-1930) di Ettore Beraldini è una ragazzina a intrattenere affettuosamente il bambino, forse una cugina o una sorella maggiore, ma l’atteggiamento è comunque materno, segno che la relazione di amore e accudimento si può intrecciare in molti modi.

Merito dell’iniziativa è anche dare visibilità ad artisti meno noti, prevalentemente di area lombarda o legati alla città di Milano, nel segno di una storia artistico culturale del territorio che le collezioni di Banco BPM contribuiscono a far conoscere.

L’esposizione è stata ideata in concomitanza con la ricorrenza della Festa della Mamma e nell’ambito del pluriennale sostegno del gruppo bancario alla Fondazione AIRC, che in quella giornata tradizionalmente raccoglie fondi per la ricerca scientifica. Per l’occasione è stata prevista un’apertura speciale con visite guidate gratuite.

 

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