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Le «Suggestioni» di Lorenzo Castello a Palazzo Doria Carcassi

Le «Suggestioni» di Lorenzo Castello a Palazzo Doria Carcassi

17 Giugno 2026

di Samantha De Martin

Dal 19 giugno al 31 luglio, a Genova, la sede di Fondazione Carige accoglie i lavori del maestro, una lunga carriera lavorativa trascorsa tra il rigore della finanza e la libertà dell’arte.

Nudi sensuali, corpi tradotti in paesaggi dell’anima, cedono il posto ad architetture amorose dove intrecci di sguardi e silenzi restituiscono il calore di intime maternità.

Non mancano gli abissi dell’animo, dove il chiaroscuro, scavando nel tormento e nel dolore, trasforma la tela in un campo di battaglia emotivo che scuote l’osservatore. Anche il paesaggio non è mai semplice veduta, ma si fa pittura della memoria: dai litorali della Liguria alle atmosfere del Nord Europa, ogni luogo è filtrato dalla nostalgia e dal ricordo.

Sono alcune suggestive tracce che ripercorrono la produzione di una vita di Lorenzo Castello. Classe 1941, artista-banker, una lunga carriera lavorativa trascorsa tra il rigore della finanza e la libertà dell’arte, tra numeri e colore, tra Genova, Londra e Parigi, Castello, porta a Palazzo Doria Carcassi le sue «Suggestioni».

Dal 19 giugno al 31 luglio la sede di Fondazione Carige accoglie la sua poetica che si sviluppa attraverso cinque grandi nuclei tematici: Suggestioni di fine secolo, L’umanità condivisa, L’universo femminile, L’incisività del segno e La materia dei ricordi.

L’uso sapiente di luci e ombre rivela una fragilità fiera e una bellezza senza tempo, sia nella morbidezza dell’olio che nel rigore del carboncino.

Frugando nella pittura del XX secolo, Castello raccoglie in eredità la densità decorativa e l’uso della foglia d’oro di Gustav Klimt, mentre le sue marine richiamano la luminosità di Turner (ne è un esempio l’opera «Pesca d’altura» che cattura sulla tela il dramma del mare in tempesta) e la lezione cromatica dei Macchiaioli. Quest’ultima si riflette in lavori come «Sant’Ilario» dove la luce plasma le forme alternando ombre profonde a bagliori mistici tra cipressi e scorci marini.

D’ispirazione klimtiana «La Valchiria» fonde, invece, la figura mitologica con un intricato fondo geometrico dorato che conferisce alla composizione un’aura spirituale, mentre «Ritorno alla sicurezza», con l’arcobaleno che solca le nubi scure, è un inno alla quiete e alla rinascita.

Se le atmosfere oniriche passano attraverso le pennellate materiche e dinamiche di «Volteggi in apnea», l’umanità ondeggia tra i ritratti delle celebrità, da «The royal baby» a «La principessa Miao».

Figura di spicco nel panorama figurativo europeo, con un ventennio trascorso tra Londra e Parigi, Castello ha ritratto personalità come la Regina Elisabetta II e Papa Benedetto XVI, confermandosi un maestro capace di fondere estetica, mistero e tecnica magistrale.

La mostra, a ingresso gratuito, si potrà visitare tutti i venerdì dalle 17.30 alle 19.30 e tutti i sabati dalle 16.30 alle 19.30. È consigliata la prenotazione.